venerdì 31 luglio 2009

senza stelle e senza amore

... una madrugada sin estrellas...
un mundo lleno de gente sin amor...
ah que triste es la vida
sin estrellas y sin amor!!!


se...

se ti guardo negli occhi,
svanisce ogni mia pena, ogni tormento;
se ti bacio la bocca,
perfettamente sano, ecco, divento.

Se mi appoggio al tuo seno,
discende in me come un divino incanto;
ma se mi dici "io t'amo",
frenar non posso, ahimè,l'amaro pianto.

( Heinrich Heine 1800-)



All'amato

Non mandarmi un colombo,
non scrivere lettere inquiete,
non soffiarmi nel volto come il vento di marzo.
Io sono entrata ieri in un verde paradiso,
dov'è quiete per il corpo e per l'anima
sotto una tenda di ombrosi pioppi.

E di qui vedo la cittaduccia,
le garitte e le caserme accanto al palazzo,
il giallo ponte cinese sopra il ghiaccio,
mi aspetti da tre ore, intirizzito,
ma non puoi staccarti dal terrazzino
e stupisci di tante nuove stelle.

Come un grigio scoiattolo balzerò su un ontano,
correrò come una donnoletta pavida,
comincerò a chiamarti cigno,
perchè lo sposo non abbia paura
nell'azzurra mulinante neve
di aspettare la fidanzata morta.

(Anne Achmatova 1900)


giovedì 30 luglio 2009

bella bocca

Bocca, dimmi, che sei?
Conca gemmata,
che celi nel tuo sen perle ed argenti;
ricco tesoro di piropi ardenti;
vivo corallo e porpora animata.
Bocca, dimmi, che sei? Stanza odorata
ove albergano ognorgrazie ridenti:
fabra di dolci armoniosi accenti;
da i giardini del ciel rosa rubata:
Bocca, sei forse tu d'ostri eritrei
leggiadra coppa e di irubin vivaci,
ove il nettare lor bevono gli dei?
Bella bocca crudele, ancora taci?
Ah, diresti ben tu quel che tu sei,
se ti potessi tormentar coi baci!

( Francesco Melosio- XVII sec)

E allora ?

......Allora l’amore deve voltarsi alla phília, che vuol dire la capacità di prendersi l’impegno con l’altro, entrare nel suo mistero. E allora da questo punto di vista: omne animal post coitum triste, ‘ogni animale dopo il coito si intristisce’; sì, perché ha il presagio della ripetizione, inimitabile o uguale.
Si ritorna a fare l’amore con intensità maggiore di prima se c’è l’amore della phília........


......Ora non è di per sé grave, dal mio punto di vista, che gli amori si dissolvano, quello che per me è importante è che negli amori ci sia questa possibilità di curvare l’eros verso la phília e quindi di evitare questa proiezione della filosofia del disamore che è la ricerca cinica del piacere....

...Allora, l’eccesso di eros, la pratica di eros che ha come finalità il piacere, rende nel tempo sempre più incapaci di phília. Rompe i legami che ci sono, e non crea legami duraturi; ma non duraturi nel tempo illimitato, perché tutto si consuma, duraturi nel senso di un impegno con l’altro, che nel nostro linguaggio non dobbiamo neanche dire un impegno eterno; cosa c’è di eterno nella tarda modernità?. Dico semplicemente impegno, a tempo indeterminato...
...oggi tutto è a tempo indeterminato: i lavori non sono più definitivi, si devono cambiare tre lavori nella vita; ovvio, però il problema fondamentale è questo:
l’idea stessa di prendere un impegno vuol dire trasferire la dimensione del piacere in una dimensione di assunzione dell’altro, di accoglienza, di reciprocità...



Salvatore natoli



mercoledì 29 luglio 2009

E adesso ? ........nr 3

......Già durante il viaggio di nozze, quando questo cambiamento di stato cominciò a realizzarsi (.... si tratta di un cambiamento brusco che ti toglie il respiro), mi sono reso conto delle difficoltà di pensare a lei, e dell'assoluta impossibilità di pensare al futuro, che è uno dei maggiori piaceri per chiunque, la quotidiana salvezza per tutti pensare in modo vago, errare con il pensiero su quel che accadrà o può accadere, domandarsi senza troppa convinzione nè interesse cosa sarà di noi domani stesso o tra cinque anni, e tutto ciò che non riusciamo a prevedere. Già durante il viaggio di nozze era come se si fosse smarrito o non esistesse più un futuro astratto, che è ciò che importa, perchè il presente non può smorzarlo nè assimilarlo.......



Un cuore così bianco, Javier Marias, Einaudi ed.



martedì 28 luglio 2009

E adesso ? ........nr 2

......con il matrimonio i due contraenti stanno esigendo, l'uno dall'altra, un reciproco annullamento o annichilimento, l'annullamento di ciò che ciascuno era e di ciò che ha fatto innamorare l'altro o forse vederne qualche convenienza, in quanto non sempre c'è un innamoramento previo, a volte è posteriore e a volte non avviene, nè prima nè dopo. Non capita. L'annullamento di ciascuno, della sua parte conosciuta, vissuta e amata......

perchè ora

.... i passi si dirigono insieme verso lo stesso posto, non perchè io abbia deciso di accompagnarla e nemmeno perchè abbia l'abitudine di farlo e credo sia giusto e corretto farlo, ma perchè ora i piedi non esitano sulla strada bagnata, nè decidono, nè cambiano idea, nè possono scegliere, o pentirsi: ora non c'è dubbio che si va dalla stessa parte, che questa sera lo si voglia o no, o forse era ieri sera che non lo volevo....

Un cuore così bianco, Javier Marias, Einaudi ed.


lunedì 27 luglio 2009

e adesso ?

...Il problema principale e piu' comune all'inizio dei matrimoni e' che (....) per tradizione è inevitabile sperimentare una sgradevole sensazione di punto d'arrivo, e dunque di arrivo a una fine, o meglio l'impressione che sia arrivato il momento di pensare ad altro.
pag. 12


...deve essere comune a tutti gl isposi in quest'inizio di qualcosa che incomprensibilmente si percepisce e si vive come la fine di questo qualcosa. Un malessere che si riassume in frase davvero sconcertante., e ignoro cosa dicano gli altri per replicare: " E adesso?"
pag 13

Un cuore così bianco, Javier Marias, Einaudi ed.


strisce pedonali


Siamo fatti così in Italia.
Almeno a Roma.
Ci dimentichiamo troppo presto di ciò che solo poco tempo prima ci aveva colpito.
Alludo agli investimenti sulle strisce pedonali. Quanto ne hanno parlato i giornali e le televisioni lo scorso anno.
Confesso di attraversare la strada sempre con un certo timore.
A Roma tutti corrono.

I motorini viaggiamo tranquillamente sui marciapiedi e le macchine usano le strisce pedonali come parcheggi gratuiti in luogo di quelli a pagamento (come noto gli ausiliari ti possono multare se hai pagato il parcheggio ma il tempo è scaduto anche da un minuto mentre devono ignorare altri tipi di infrazione).
Ci siamo dimenticati dei morti sulle strisce e ci siamo dimenticati anche delle strisce che nel frattempo sono sbiadite se non scomparse del tutto.
Fino al prossimo morto.
Ecco perchè sono indignato.

sabato 25 luglio 2009

per esempio,,,,

Mi ascolto
e tu mi ascolti
urlare come un cane perduto
contro
la nostra solitudine;
l'amor nostro
ha bisogno d'amore
più che l'erba
la pioggia.

(Paul Elùard)

venerdì 24 luglio 2009

il piacere sessuale

in altri luoghi, nei paesi latino americani per esempio, il sesso non e' vissuto in modo cosi' drammatico e complicato come qui da noi che ci riempie di sensi di colpa e di rimorsi o di vergogna oppure riempie i nostri ricordi di occasioni mancate e perdute, di rimpianti che si aggrovigliano e si depositano nel fondo della nostra coscienza e riemergono a volte come spine o come sassi spinti dalla rabbia o dall'angoscia o dalla solitudine, ma non si sciolgono e restano li appiccicati e fastidiosi e pungenti.

in altri paesi il sesso non è la fine del mondo, nel senso che non e' poi così importante farlo o non farlo come qui.

qui per gli uomini non farlo, a volte, e' una vergogna, uno sconfitta, la piu' grande delle umiliazioni, che ci fa sentire poco virili, sminuiti e soli.

qui per le donne farlo, a volte, e' vissuto come una vergogna, una sconfitta, il piu' grande dei cedimenti, che ci fa sentire sporche, superficiali, facili (che tradotto nel linguaggio di taluni vuol dire troie) esposte e sole.

ma forse dovremmo riflettere sul fatto che

il piacere sessuale non è un peccato ma una grazia di Dio


che farlo non è un dramma
e non e' un dramma non farlo



La città che vorrei


Vorrei una città nella quale poter passeggiare senza fare lo slalom tra motorini, automobili, escrementi e cicche di sigarette a terra.
Vorrei vedere gli attraversamenti pedonali ben segnalati e non ricordare che esiste la necessità di riverniciali al primo morto che ha avuto la disgrazia di attraversare la strada.
Vorrei non vedere tags e scritte idiote sui muri.
Mi piacerebbe sapere che i ragazzi non sono dimenticati davanti alla televisione ingannati da miti effimeri e vuoti.
Mi piacerebbe si riscoprisse il merito. Il merito anche nell'amministrazione delle città. Le pulizie delle strade non vanno? Via, a casa.
Il controllo del territorio e la necessaria azione preventiva della pubblica sicurezza non basta? Via a casa.
Non vorrei più vedere i manifesti elettorali abusivamente attaccati ovunque che, per a causa dei loro mandanti, legittimano ogni sporcizia da parte di qualsiasi sciagurato.Ecco alcune cose che vorrei.

Ritorno a Roma



Sono tornato da un viaggio all'estero e come sempre mi rendo conto che Roma è veramente tenuta male.

E' un problema profondo a mia avviso derivante da un certo lassismo e nella enorme indulgenza di chi dovrebbe far rispettare le regole.

Sono stato di recente a Formentera. Una colonia italiana in Spagna. L'80% dei villeggianti e molti negoziati e ristoratori sono italiani.

L'inflessibile azione contro chi parcheggia male, chi sporca o non rispetta l'ambiente impone ai nostri concittadini comportamenti civili che in Italia dimenticano.

Tornando a Roma in concomitanza con il G8 speravo di trovare una città più pulita. Almeno per fare bella figura con gli altri grandi del mondo che vivono in paesi le cui capitali, ne sono certo, sono tenute meglio della nostra.


Tornato da un viaggio in Spagna ritrovo Roma come l’ho lasciata.

Penosi brandelli di poster elettorali affissi abusivamente incuranti delle leggi e del decoro.

Cumuli di cicche di sigarette ai semafori, Piazza della Croce Rossa e la quasi sempre ignorata sosta selvaggia.

Via Alessandria con le sue doppie e triple file.

I motorini sui marciapiedi.

Le strisce pedonali fantasma che faranno notizia quando sarà investito il prossimo sventurato.

I marciapiedi lerci del centro e della periferia.

La stazione Termini e la puzza di pipì nel piazzale.

Il solito tassista abusivo.

Sono a Roma.


mixxo, 6.7.09

il mio credo

Il mio credo

Credo che spesso le cose vadano nell’esatto contrario di come devono andare ma anche che se andassero sempre bene non riuscirei a goderne a pieno…

Credo che la felicità sia dietro l’angolo ma che ostinandomi a volere ciò che non posso avere l’allontano
almeno di qualche isolato….

Credo che dovrei essere abbastanza saggia e razionale da volere solo ciò che e’ giusto ma che invece finisco
per volere ciò che e’ stato bello ma che non potrà più essere tale…..

Credo di essere molto fortunata nel lavoro e nelle amicizie…

Credo che finiscono per sorprendermi positivamente sempre le persone dalle quali non mi aspetto
assolutamente niente, mentre mi deludono quelle dalle quali mi aspetto comprensione e sincerità…

Credo che per conoscere una persona la si debba conoscere nei suoi momenti di difficoltà e credo anche che un vero amico è tale quando ti è vicino nel bene e nel male….

Credo di odiare chi mi trascura per il lavoro perché niente è più importante dell’amore…

Credo che nella vita bisogna sempre dire quello che si pensa anche a costo di ferire ma credo anche che le pillole amare possano essere ingoiate meglio se dette con dolcezza ed educazione….

Credo di preferire chi dimostra di apprezzarmi al di là dei miei occhi verdi…

Credo che darei la vita per mia madre e mia sorella…

Credo che la persona che sposerò dovrà amarmi follemente per tutta la vita ma credo anche che nessun amore sia eterno…

Credo di odiare la monotonia nei rapporti e di adorare chi mi sorprende in ogni attimo della mia vita…

Credo di essere terribilmente sensibile e romantica e che questo mi sia costato a volte molto caro…

Credo che non ci sia niente di più emozionante dei miei cristalli Swarovsky e dei miei cd di Ligabue…

Credo che le sue canzoni ascoltate in particolari momenti possano rendermi irrimediabilmente triste ma anche che senza sentirle potrei impazzire…

Credo che sia giusto affrontare 16 ore di viaggio per sentirlo cantare due ore…

Credo che si possa vivere senza soldi ma non senza amore e senza amici…

Credo di dare agli altri molto di più di quanto loro diano a me ma anche che non me ne frega niente…

Credo di sbagliare troppo spesso e di pentirmene troppo poco…

Credo che dovrei smettere di amare chi non mi merita…

Credo che a volte vorrei svegliarmi diversa ma che quando mi guardo allo specchio non mi dispiaccio poi tanto…

Credo di saperci fare con la gente ma credo anche di non essere sempre capita…

Credo che non dovrei sentirmi in colpa per aver rovinato la vita a qualcuno ma che alla fine non ci dormo la notte…

Credo che non ci sia niente di più triste che vedere morire qualcuno e che il suo ricordo non mi aiuti a stare meglio…

Credo che nella vita esistano delle regole che non si deve far finta di non vedere ma anche sono la prima ad infrangerle e poi a pentirmene…

Credo che un capo rompipalle ci sia sempre e ovunque, perciò tanto vale sopportare quello che si ha…

Credo che dovrei accontentarmi di quello che ho ma che invece sono alla ricerca della perfezione in ogni aspetto della mia vita…

Credo che chi pretende troppo non sarà mai veramente felice ma che anche delle piccole soddisfazioni aiutino a vivere con serenità…

Credo che la mia laurea mi aprirà le porte ma so che mi ha cambiata in peggio…

Credo che le persone vadano ascoltate tutte anche quando ci sembra che non possano insegnarci niente…

Credo che a Maria Grazia vorrò sempre bene…

Credo che chi sbaglia debba pagare ma che si può pagare anche ricevendo la comprensione altrui…

Credo di amare la persone simpatiche…

Credo di aver scritto tanto e male ma che parlare con sincerità non sia stata una perdita di tempo…


Piccola Stella

frammenti

.......la finestra è aperta..........entra il profumo dell'erba appena tagliata.....il calore del sole.......
..........Luisa è inquieta.........nn sa se restare......o se correre via.......
fuori da quella finestra...da quelle mura che le sembrano una prigione...............
..sta pensando a ieri sera.........bella serata......tanti dolci ricordi dell'infanzia........quella delle sue figlie........che ora ridono tutte a crepapelle.............
c'è stato un attimo in cui i loro sguardi si sono incrociati......i loro occhi hanno condiviso la gioia.....
il cuore ha pulsato di amore.............
.........ma all'improvviso l'aria si è fatta pesante..........
i sorrisi si sono spenti.........il cuore è diventato un macigno........
..........Luisa abbassa la testa.....chiude gli occhi.......e pensa al sorriso delle sue figlie.............
è felice...................
ma sa che quando aprirà gli occhi......tutto svanirà.....
riguarderà attraverso la finestra aperta......................e sa che nn avrà la forza di alzarsi da lì.....


giovedì 23 luglio 2009

riflessioni sul deja-vù

"....come può mancarci una persona che non conosciamo? Come possiamo sentire il cuore vuoto se quella persona non l'ha riempito almeno in parte? Quindi il contrario doveva essere vero: dovevo averla conosciuta;doveva avere già riempito il mio cuore. E se la conoscevo, dove l'avevo conosciuta? "

La ragazza yemenita, Curt Leviant, Guanda ed.

Cosa ci attrae davvero di una persona? E' lei in sè che ci attrae, incuriosisce, affascina o non è forse un già vissuto, perduto nei meandri della mente, del cuore e dell'anima?

Quando viviamo il deja-vù, il già vissuto ma perduto, è una esperienza concreta o è solo una proiezione della nostra mente, anima, cuore... una proiezione di desiderio, sogni...o vite parallele mai congruenti?....

l'inganno

inganno e incantamento

vivere nell'inganno è facile
ed è la nostra condizione naturale,
e in realtà questo non dovrebbe dolerci poi tanto
Javier Marias - domani nella battaglia pensa a me,

inganno:
* bugia, espediente, falsità, frode, insidia, menzogna, sotterfugio, stratagemma, tranello, trappola, trucco.
* abbaglio, artificio, errore, illusione, miraggio, incantamento .

La più completa delle biografie non è fatta d'altro che di frammenti irregolari e di scampoli scoloriti, anche la propria biografia. Crediamo di poter raccontare le nostre vite in maniera più o meno ragionata e precisa, e quando cominciamo ci rendiamo conto che sono affollate di zone d'ombra, di episodi non spiegati e forse inesplicabili, di scelte non compiute, di opportunità mancate, di elementi che ignoriamo perchè riguardano gli altri, di cui è ancora piu' arduo sapere tutto o sapere qualcosa.

L'inganno e la sua scoperta ci fanno vedere che anche il passato è instabile e malsicuro, che neppure ciò che in esso sembra ormai fermo e assodato lo è per una volta e non per sempre, che cio' che è stato è composto anche da ciò che non è stato, e che ciò che non è stato può ancora essere..............

.......Sembra un dato di fatto che l'uomo - e forse la donna ancora di più - abbia bisogno di una certa dose di finzione, vale a dire, abbia bisogno dell'immaginario oltre che dell'accaduto. e del reale. Non mi spingerei fino al punto di usare espressioni che trovo risapute o kitsch, come affermare che l'essere umano ha bisogno di "sognare" o di "evadere" (....).

Preferisco dire che ha bisogno di conoscere il possibile oltre che il vero, le congetture e le ipotesi e i fallimenti oltre ai fatti, ciò che è stato tralasciato e ciò che sarebbe potuto essere oltre a quello che è stato....

......E dimentichiamo quasi sempre che le vite delle persone non sono soltanto questo: ogni percorso si compone anche delle nostre perdite e dei nostri rifiuti, delle nostre omissioni e dei nostri desideri insoddisfatti, di ciò che una volta abbiamo tralasciato o non abbiamo scelto o non abbiamo ottenuto, delle numerose possibilità che nella maggior parte dei casi non sono giunte a realizzarsi - tutte tranne una, alla fin fine -, delle nostre esitazioni e dei nostri sogni, dei progetti falliti e delle aspirazioni false o deboli, delle paure che ci hanno paralizzati, di ciò che abbiamo abbandonato e di ciò che ci ha abbandonati.

Insomma, noi persone forse consistiamo tanto in ciò che è verificabile e quantificabile e rammemorabile quanto in ciò che è più incerto, indeciso e sfumato,
forse siamo fatti in ugual misura di ciò che e' stato e di ciò che avrebbe potuto essere.

Javier Marias - domani nella battaglia pensa a me




mercoledì 22 luglio 2009

Shakespeare- sonetti d'amore

XVIII


Più socchiudo gli occhi
meglio essi vedono,
poichè tutto il giorno
osservano cose indegne;
ma quando dormo,
nei sogni essi vedono te,
e, oscuramente luminosi,
sono luminosamente
diretti nel buio.

E tu,
la cui ombra
rende lucenti le ombre,
quale felice spettacolo
formerebbe la forma
della tua ombra
al chiaro giorno
con la tua luce
molto più chiara,
se a occhi ciechi
la tua ombra
splende così tanto!

Come sarebbero beati
gli occhi miei,
io dico,
guardandoti nel vivo giorno,
se nella morta notte
la tua bella vaga ombra
nel sonno profondo
appare a occhi spenti!

Tutti i giorni sono notti
finchè non ti vedo,
e le notti
sono giorni splendenti
quando i sogni ti mostrano a me.

meglio un uomo oggi-di Geppi Cucciari

La donna s'offre
in silenzio.


Meglio un uomo oggi di Geppi Cucciari, Mondadori


Meglio un uomo oggi Geppi Cucciari 978880457174

sensi



La guardai negli occhi. Talvolta erano azzurri, talora bruni.Mutavano colore, come le dune mutavano forma. Non è strano che qualcosa che possiedi, tu non riesca a vederlo, finchè non arriva qualcuno a farti luce ? (....)
....i suoi occhi guardarono i miei e diedero loro luce per vedere......

....La mano di lui le lambì il seno:soffice, tonico: Le sue dita formicolarono. (...)

.....Come reazione al tocco di lei sul suo braccio, lui si sarebbe alzato, l'avrebbe presa per mano e sarebbe entrato in acqua. Mise le mani sul sacchetto. La sinistra intorno all'apertura, la destra sul fondo come per abbracciarlo. Lei oppose resistenza, e la mano di lui le premette di nuovo il seno.....

....Lei irraggiava calore, segno che era pronta (...) Lo riconobbe subito e rispose sulla stessa lunghezza d'onda: Sapeva che quei segnali erano spesso repentine reazioni chimiche, che si estinguevano se non ricambiate.

....Teneva la mano sul ginocchio, la mano che aveva toccato la carne della ragazza yemenita dei suoi sogni.......

...Protese le labbra verso le sue. Lui sentì le sue dita dietro al collo, afferrargli i capelli, accarezzarli. I suoi baci sapevano di sale, come se il mare non fosse stato lavato via.

La ragazza yemenita, Curt Leviant, Guanda ed.

°°°°

...Indossava un abito di seta cruda, leggermente scollato - una scollatura primaverile -, che mi aveva indotto a soffermarmi per la prima volta sull'inizio dei suoi seni. E' molto grave quando si presta attenzione per al prima volta a una delel parti del corpo di una donna, perchè la scoperta e' cosi' sorprendente che impedisce di distoglierne lo sguardo anche per un solo istante; costringe a rimanere distratti dalla conversazione e dall'ambiente, e quando non si può fare a meno di volgere lo sguardo, ad esempio, verso un cameriere che domanda qualcosa, gli occhi nel ritornare, non percorrono lo spazio che va da un punto all'altro, nè mettono gradualmente a fuoco lo sguardo, ma si posano di nuovo, senza passaggi intermedi, su ciò che desiderano vedere e non possono smettere di ammirare.....

...rispondendo ai suo icommenti in modo meccanico e lusingatore, con i miei occhi servili quasi immobili sull'inizio del solco dei seni che mi apparivano straordinari di Natalia Manour....

....Il mio desiderio fu molto forte quella sera, come lo è sempre il desiderio alla sua prima manifestazione identificata o riconoscibile da parte della coscienza.

L'uomo sentimentale, Javier Marias, Einaudi ed.

la tigre e la neve


"Spero che questa storia vi sorprenda, vi distragga, vi inquieti, vi diverta e vi commuova. Forse sono troppe. Vabbè, ma anche una sola di queste già sarebbe una cosa straordinaria per un film".

Roberto benigni parlando del suo film "la tigre e la neve" (2005)


martedì 21 luglio 2009

la ragazza yemenita-Curt Leviant

Vidi le sue narici, curve e cesellate alla perfezione
-quello squarcio di orgoglio e audacia-
e poi la sua bocca ben disegnata
e gli occhi che parlavano un'antica lingua
che capivo così bene.
Ma non mi fermai lì,
perchè gli occhi di un uomo,
inebriatii di una cosa bella,
ne bramano altre.

A forza di guardarle
il volto e le dita,
le guardai le mani.

A forza di guardarle le mani,
mi spostai sulle braccia e
sulle spalle e sul corpo.

Mentre la fissavo pensavo al miele,
al miele e al latte
che sono l'essenza di Israele.

La ragazza yemenita, Curt Leviant, Guanda ed.

stupro

Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch'io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani quali prima mi teneva con l'altra mano mi le lasciò, havendo esso prima messo tutti doi li ginocchi tra le mie gambe et appuntendomi il membro alla natura cominciò a spingere e lo mise dentro. E li sgraffignai il viso e li strappai li capelli et avanti che lo mettesse dentro anco gli detti una stretta al membro che gli ne levai anco un pezzo di carne.
Testimonianza di Artemisia al processo (1611)

""
Nel 1611 Artemisia, figlia del pittore Orazio, viene ripetutamente stuprata da un altro pittore, Agostino Tassi, suo insegnante di prospettiva. Il processo che segue la vede umiliata al punto da subire la tortura dei sibilli, inflitta dagli inquisitori ad Artemisia per garantire, secondo il costume giurisprudenziale di allora, l'accertamento della verità. La verità è che la tortura si compie per indurla a ritrattare la denuncia e negare quanto accaduto. Invano. Il lungo processo si conclude con la condanna di Agostino Tassi ma Artemisia deve trasferirsi in un’altra città per lo scandalo. La pittura successiva al processo-tortura, per lungo tempo, è la risposta armata di Artemisia a quanto accaduto""

dal sito di graziano spinosi









Artemisia Gentileschi, Autoritratto,1630-39, Kensington Palace Collection, Londra

dedica

non c'e' niente di piu' bello che ricevere
un libro in dono da un amico !


se poi il libro e' accompagnato dalla dedica
dell'autore di un gesto cosi' bello,
persona amabile, gentile e
degna della massima stima
allora quel dono restera' nella nostra memoria
come un ricordo prezioso e indelebile !!


All'unico, Fuori dalle righe,
spiazzante, apparente e suo
contrario, carmelo che
ha riempito 1 anno della
mia vita nella mitica
stanza S./P.
21.7.2009 -

Razão da Minha Vida.. - Belo


Quando eu me vi perdido
Você manteve acesa a minha esperança
Nada fazia sentido
E você me deu colo como quem protege uma criança

Quando se apagaram as luzes
Você me deu a mão e me guiou no escuro
Como o sol cortando as nuvens
Você me iluminou e foi o meu porto seguro

E eu que acreditava que essa história de romance
Fosse coisa de momento
Mas você mostrou
Que o amor não era um lance
É o maior dos sentimentos

Você me aqueceu no calor dos seus braços
Colou meu coração pedaço por pedaço
E mesmo contra o mundo acreditou em mim
Eu nunca tive alguém que me amasse assim

Você me fez mudar, dar a volta por cima.
Me fez recuperar a minha auto-estima
Quando mais precisei secou todo meu pranto,
Razão da minha vida eu te amo tanto
Te amo tanto...


Composição: Alexande Lucas / Fabiano dos Anjos



lunedì 20 luglio 2009

ad un amore?

Ah le parole
come dolci,
tenere e suadenti
possono essere!

Come intriganti, accattivanti
possono diventare!

Come una spugna
assorbo le tue parole
suadenti e maliziose.

Ah demonio
vestito da poeta!
Ah cavaliere
vestito da uomo saggio!

Sento il tuo spirito libero,
sento il tuo cuore indomito,
sento i tuoi occhi che mi trafiggono
sento le tue mani...

Ah uomo
affascinante e segreto
che potere hai!

venerdì 17 luglio 2009

lieve

miei cari voi pochissimi e forse inesistenti lettori,
vi auguro un bel fine settimana e vi lascio con questi pensieri che, deve essere l'eccessivo calore di questi giorni, mi sono testè venuti :-)


lieve mi è giunto il tuo profumo
attraverso le tue lievi parole

cosi' in questo limbo
lontano dalla battaglia
e dai suoi rumori

ti respiro e ti trattengo




ogni mattina

Ogni mattina il mio stelo vorrebbe levarsi nel vento
soffiato ebrietudine di vita,
ma qualcosa lo tiene a terra,
una lunga pesante catena d'angoscia
che non si dissolve.

Allora mi alzo dal letto
e cerco un riquadro di vento
e trovo uno scacco di sole
entro il quale poggio i piedi nudi

Di questa grazia segreta
Dopo non avrò memoria
Perchè anche la malattia ha un senso,
una dismisura di passo,
anche la malattia è nutrice di vita
.
Ecco sto qui in ginocchio
aspettando che un angelo mi sfiori
leggermente con grazia,
e intanto accarezzo i miei piedi pallidi
con le dita vogliose d'amore.

(da "la terra santa" di Alda Merini)

mi manchi

Mi manchi
come il sole
per un fiore.

Mi manchi
come l'acqua
per la terra.

Mi manchi
come l'aria
per il respiro.

Mi manchi
come il mare
ai suoi pesci...

Non ci sei
Non ci sei per me.
Non sei per me.

giovedì 16 luglio 2009

la prova del miele


dietro alla porta ancora chiusa mi tratteneva in un abbraccio di congedo, non riuscivamo a separarci. Mi bacia ancora e ancora. Non riesco a staccarmi.

Mi inginocchio davanti a lui, mi piego, gli strofino il viso tra le gambe. Voglio che mi riempia la bocca. la mia dediczione quasi mi soffoca.
Lui viene e io succhio avidamente anche l'ultima goccia.
Poi alzo gli occhi per guardargli il viso straziato dal piacere. ha la testa rovesciata all'indietro, il collo teso, ancora mi tiene le mani tra i capelli.

Solo ora posso tornare sulla terra, illuminata dal suo sapore. un gusto d'un bianco denso,dolce, dal penetrante profumo di canfora

"La prova del miele" di Salwa Al Neimi



voglio che mi guardi
prima ancora di ricevere la prima goccia
voglio che con gli occhi tu mi convinca
della cura che metti nel prosciugare
questo nettare che avidamente hai cercato
correndo con la lingua dalla punta alla radice.

Poi ti alzerò bruscamente e ti bacio

cosi' voglio che tu mi desideri quando
il fuoco in mezzo alle tue cosce umide
ti toglie il sonno
e pretende la tua mano



s'io fossi....


s'io fossi acqua
al mattino
sarei rugiada,
al mezzodì
sarei ruscello,
al tramonto
sarei torrente,

ma solo dopo
averti incontrato
sarei cascata...
e al tuo addio
sarei pozza arida e asciutta..

Nel deserto
dei miei giorni
tu
oasi fresca
e ristoratrice.

martedì 14 luglio 2009

una rosa e' una rosa e' una rosa

una rosa e' una rosa e' una rosa




perche

"La rosa è senza perché: fiorisce perché fiorisce; non bada a se stessa,
né si cura d'esser vista
"
(Angelus Silesius)

perche'

la rosa e' un mistero
"che prodiga colore e non lo vede" (J.L.Borges )

perche'

la rosa e'
" u megghiu ciuri di lu paradisu (mokarta dei kunsertu)"



Bella figliola ca ti chiammi Rosa, chi bbellu nome mammate t'ha misu…
t'ha misu u nome
bbellu di li rose.. lu megliu ciore di lu paradisu…
bella figliola ca ti chiammi Rosa_a_aa…
bbella figliola ca ti chiammi Rosa_aaa...

Passu di notti e ti salutu strata cu 'na vampa allu cori e vuci ardita,
puru nu salutu a tia finestra amata chi rintra c'è na rosa culurita..
rosa chi dilli rosi ammuttunata, rosa ha tinutu in pedi la me vita !
passu di notti e ti salutu strata_aaaaaaa...

Jò ‘sta canzuni la lassu stampata chi rintra c'è ‘na rosa culurita..
ti posso offriri.. sulu 'na cantata, sulu sta vuci mi detti la vita_aa (!)
pueti sunaturi e stampasanti campanu sempri poveri e pizzenti !
passu di notti e ti salutu strata_aaaaaa...

- intermezzo strumentale -
e nesci rooosa t'ha ddiri 'na cosa (!)
e nesci rooosa t'ha ddiri 'na cosa (!)
e nesci rooosa t'ha ddiri 'na cosa (!) 'na cosa (!)
e nesci neesci roosa !!!



perche'
"Rosalia. Rosa e Ha. Rosa che ha inebriato, rosa che ha confuso, rosa che ha sventato, rosa che ha róso, il mio cervello s'è mangiato. Rosa che non è rosa, rosa che è datura, gelsomino, bàlico e viola; rosa che è pomelia, magnolia, zàgara e cardenia. Poi il tramonto, al vespero, quando nel cielo appare la sfera d'opalina, e l'aere sfervora, cala misericordia di frescura e la brezza del mare valica il cancello del giardino, scorre fra colonnette e palme del chiostro in clausura, coglie, coinvolge, spande odorosi fiati, olezzi distillati, balsami grommosi.
Rosa che punto m'ha, ahi!, con la sua spina velenosa in su nel cuore."

Vincenzo consolo
- retablo





diario collettivo

ho pensato che poteva essere carino se ogni lettore potesse, secondo i suoi tempi, il suo piacere e il suo estro, scrivere qui (in questo blog collettivo) o inserire una foto o un video oppure una citazione o una poesia, senza per questo dover svelare la propria identita' pubblica se non lo desidera.....
per poterlo fare, per poter diventare una "autore" del blog, con un proprio pseudonimo, basta inviare una mail
a questo indirizzo

e verrete abilitati, entrarete a far parte degli autori del blog
per poter pubblicare i post sul blog bisogna aprire un account gmail

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e scrivere il post

lunedì 13 luglio 2009

disegni animati

notare la destrezza

favignana




mare, mare, mare,mare e ancora mare

poesia...

la poesia è un respiro dolce quando sei in affanno,
una folata di vento che ti scompiglia e ti fa sentire vivo,
è l'armonia di sentimenti ed emozioni
nella confusione di ogni giorno