in altri luoghi, nei paesi latino americani per esempio, il sesso non e' vissuto in modo cosi' drammatico e complicato come qui da noi che ci riempie di sensi di colpa e di rimorsi o di vergogna oppure riempie i nostri ricordi di occasioni mancate e perdute, di rimpianti che si aggrovigliano e si depositano nel fondo della nostra coscienza e riemergono a volte come spine o come sassi spinti dalla rabbia o dall'angoscia o dalla solitudine, ma non si sciolgono e restano li appiccicati e fastidiosi e pungenti.
in altri paesi il sesso non è la fine del mondo, nel senso che non e' poi così importante farlo o non farlo come qui.
qui per gli uomini non farlo, a volte, e' una vergogna, uno sconfitta, la piu' grande delle umiliazioni, che ci fa sentire poco virili, sminuiti e soli.
qui per le donne farlo, a volte, e' vissuto come una vergogna, una sconfitta, il piu' grande dei cedimenti, che ci fa sentire sporche, superficiali, facili (che tradotto nel linguaggio di taluni vuol dire troie) esposte e sole.
ma forse dovremmo riflettere sul fatto che
il piacere sessuale non è un peccato ma una grazia di Dio
e non e' un dramma non farlo

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