domenica 22 maggio 2011

in culo oggi no




Giocavano tirandosi il glande
e le ghiande

Tiriamoceli anche noi

Ma attenzione
se mi prendi nella fica
partorirei un glande

Poi non avrei più bisogno di te
Sarebbe triste
E le lacrime gocciolerebbero in grembo

***

In culo oggi no
mi fa male

E poi vorrei prima chiacchierare un po' con te
perché ho stima del tuo intelletto

Si può supporre
che sia sufficiente
per chiavare in direzione della stratosfera.

21-12-1948





Cerná Jana

La bruttina stagionata

"Accidenti" disse il ragazzo, "porti sempre una lingerie così?"
Lei, in reggiseno e slip di pizzo nero, si sentì per un attimo fuori parte e vacillò, ma lui si stava già sfilando la maglietta, tenendola a fuoco con le pupille tanto brillanti che le sembrò di scivolarci dentro riflessa in due opulente danzatarici del ventre.
"Girati" disse. Lei si girò.
" o mondieu" sentì dire, " che culo" e non ebbe il tempo per domandarsi se il ragazzo alludeva al proprio o al suo, ma in ogni caso andava bene esser stretta così punto su punto a una pelle bruciante e sentire due mani che impugnandole i seni li torcevano come le manopole di una motocicletta lanciata nella corsa verso l'ultimo muro.
Fu gettata sul l etto, sentì le mani che la percorrevano dure in ogni sporgenza e in ogni piega di grasso, ma era già oltre, già al di là di ogni forma di vergogna o ribrezzo di sè.
Le schiusero le gambe, fu stupita del solletico fresco di una lingua che la andava sondando,si dispose a una pigra gratitudine, però non era stato che un espediente per aprirsi la strada: le si avventò dentro, le sollevò un ginocchio schiacciandole la gamba contro la coscia e cominciò a mozzarle il fiato martellando frenetico senza darle nè tregua nè possibilità di muoversi. Era grosso...
( Carmen Covito "la bruttina stagionata" pag.184-185).

venerdì 6 maggio 2011

l'albatro di baudelaire

Spesso, per divertirsi, gli uomini d'equipaggio
catturano degli albatri, grandi uccelli di mare,
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
la nave che scivola sugli abissi amari.

Appena li hanno deposti sul ponte,
questi re dell'azzurro, maldestri e vergognosi,
lasciano cadere miseramente le grandi ali bianche
come remi inerti trascinati ai loro fianchi.

Quel viaggiatore alato, com'è sgraziato e remissivo!
Lui, poco fa così bello, com'è comico e brutto!
Uno gli stuzzica il becco con la pipa,
un latro imita zoppicando, l'infermo che volava!

Il Poeta è come lui, principe delle nuvole
che sfida la tempesta e se la ride dell'arciere;
fra le grida di scherno esule in terra,
le sue ali di gigante non gli permettono di camminare.

 

Quetzalina