mercoledì 30 settembre 2009

nessuno avrebbe capito la mia lingua

Trame.....nr. 7


Non so nemmeno se c'e' un vero inizio, un momento in cui tutto comincio', e comunque io non lo conosco, non saprei nemmeno dire se fu lei la causa di questa storia (ammesso che di una storia si tratti, voglio dire una storia vera, una successione di fatti concreti: ho scarsa memoria e non sono bravo a separare i fatti dalle intenzioni e i sogni dai desideri e cio' che e' stato da cio' che ho solo immaginato o da cio' che ricordo) o se invece lei e' stata solo un pretesto, lei o un'altra non avrebbe cambiato le cose, di sicuro non avrebbe cambiato il mio comportamento e i miei sentimenti: aspettavo solo il momento giusto e la persona giusta per mettere in scena le sequenze del sentimento amoroso:
SGUARDO
TRASFIGURAZIONE
RAPIMENTO
ANNULLAMENTO
TRADIMENTO
ABBANDONO

e l'ordine logico delle sequenze non e' detto che coincida con quello temporale. Per esempio la prima volta che la vidi già l'avevo immaginata da tempo anche se di lei sapevo ben poco. E prima ancora di sfiorare la sua mano e i capelli e poi le sue labbra, l'avevo già vista tutta o quasi tutta. Quando conobbi il suo volto non è detto che vedevo lei, magari era solo un riflesso di come l'avevo immaginata. Ora che ci penso ricordo che decantavo i suoi occhi, neri e lucenti e profondi, che rendevano il suo volto ancora piu' bello, un volto che infondeva una luce di allegria tutto intorno, anche se, a guardarlo bene quel volto nascondeva il dolore, un dolore accumulato, il volto di una bambina che si sente rifiutata e si nasconde dietro la porta o sotto il letto, ansiosa di ricevere una carezza, e aspetta piangendo la sua carezza e, mentre aspetta , trattiene le lacrime di paura e rancore e con ansia cerca quel piacere. Te ne accorgevi dal suo sguardo un po vago e sfuggente.

E' un canovaccio classico ma noi amiamo pensare "che questa volta è diverso, tu sei la donna della mia vita, E NON RIESCO A IMMAGINARE IL MONDO SENZA DI TE, figuriamoci cosa sarebbe la mia vita senza di te, ti amo, tu sei presente anche quando sei lontana e io ti sto vicino anche qaundo sei distante. Ti amo amore mio e ti faccio dono di me e sono felice di questro amore e di questo bene che ti voglio" e potrei continuare per altre 3 pagine ( alcuni ne scrivono 300 e anche di più ). Io sapevo che non sarebbe durata ma come un condannato scavavo la mia fossa prima di ricevere il colpo di grazia.

Non so veramente quando sia finita ma certo non e' stata una fine gradevole. Percio' io non ho niente da dire, direi solo delel banalità, e' finita, sia quello che sia cio' che e' stato e cio' che non e' stato anche se poteva essere. Ma anche se avessi voluto raccontare questa vicenda sentimentale nessuno avrebbe capito la mia lingua, perche' tutto questo l'ho pensato durante il sogno di questa notte, ma non all'inizio quasi verso la fine quando mi trovavo in un accampamento di talebani e non appena ho riconosiuto i suoi occhi ( e questa forse e' una prova che i suoi occhi erano particolarmente espressivi, se non belli per gli altri, per me si. Lei era insieme a tutte le donne di quella specie di accampamento vestita con il famoso burqa che a causa di una guerra che dura ormai da 40 anni e a milioni di morti, noi bianchi e cristiani abbiamo imparato a conoscere (quanto sono i morti di fame e di miseria, di guerra e di violenza che ogni giorno si contano e che noi non conosciamo ?). Ma io la riconobbi dagli occhi che era l'unica cosa che si poteva vedere e nemmeno bene. Ricordo che pensai tutte queste cose, ricordo che i suoi occhi mi guardavano ma non ricordo se finsi di non riconoscerla, non ricordo altro del sogno, solo che mi trovavo in un deserto ma che non avevo sete ne' fame ne freddo (era di notte e si dice che di notte il deserto è freddo). C'era silenzio ma io scoltavo qualcuno che mi parlava anche se non capivo da dove provenissero le voci, finche' non venni catturato dai talebani.
Azulines - trame

pensieri sciolti.....uomini-2

Cosa spinge gli uomini a desiderare di possedere, nel senso del possesso vero e proprio, una donna nel momento dell'atto ?
UNICAMENTE un residuo dei bisogni ancestrali e primitivi di proseguimento genetico?
Il senso animale di essere padroni di un corpo che giace con il vostro?

Il sentirsi schiavi e padroni al tempo stesso, cosa è?
E' una forma malata di erotismo sfrenato? O è solo il desiderio di vivere intensamente un amplesso, sfrenato o assoluto, perverso o tenero, anche se per breve tempo?

La quiete dopo la tempesta....quel senso di pace, vuoto e nulla dopo il piacere estremo...la dolcezza di un appagamento ....sono queste le due facce dela medaglia del sesso tra uomo e donna?
Quetzalina

martedì 29 settembre 2009

2666 - L’ultimo caso del detective selvaggio ....4 di 8

Il titolo 2666

(...) In più di una intervista, Roberto Bolano ha detto che il titolo "2666" meritava una estenuante spiegazione, una spiegazione probabilmente così lunga, che alla fine non diede mai. Comunque, sembra che il titolo alluda a una data, o a un centro ovviamente impossibile da localizzare, o una essenza o un buco, che in ogni caso sono la stessa cosa. Nella nota editoriale che chiude il volume, Ignacio Echevarría osserva che in un altro romanzo di Bolano "Amuleto", si menziona un cimitero del 2666,
"un cimitero dimenticato sotto una palpebra morta o mai nata, le acquosità prive di passione di un occhio che volendo dimenticare qualcosa ha finito per dimenticare tutto".
Nella stessa nota, Echeverría si riferisce anche al presunto carattere incompiuto di "2666"; si presume che Bolano non riuscì a terminarla. ma è praticamente impossibile discernere con sicurezza quali aspetti del ramanzo restarono inconclusi. Ci sono, naturalmente, alcune storie che sarebbe stato possibile continuare (le cronache degli assassini, senza andare molto lontano, sono cento e rotti, pero potrebbero essere duecento o quattrocento), ma la verità è che secondo la logica interna della narrazione non c'e' motivo perche' debbano essere concluse. Echevarría avverte giustamente che se i "detective selvaggi" fosse stato pubblicato postumo, si sarebbe potuto leggere anche come romanzo incompiuto (...).
Alejandro Zambra - “2666”, la indiscutible obra maestra de Roberto Bolaño

* * *

(...)Non si puo omettere la relazione del titolo "2666" con l'Apocalisse 13:18
Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia,
poiché è numero d’uomo; e il suo numero è 666.
Vale la pena sottolineare che la data viene comunemente concepita come estremamente angosciante. Questa angoscia viene confermata nell'epigrafe dove viene riportata la traduzione di un verso della poesia di Baudelaire ("il viaggio"
"un oasi di orrore in mezzo a un deserto di noia".
Myrna Solotorevsky "2666"

* * *

....2666 è la citazione più rischiosa che mai ha fatto nei suoi testi, che voglia di leggere le note a margine della sua Bibbia. Come nel libro dell'apostolo Giovanni, il numero si riferisce alal bestia, che è il male, che il nome che Bolano da a quella immensità che il suo libro abbraccia. (Carlos Labbè)

... E Cesarea disse qualcosa sui tempi che si avvicinavano, anche se la maestra supponeva che Cesarea si fosse preoccupata di disegnare quella piantina senza senso unicamente a causa della solitudine in cui viveva Pero' Cesarea parlò dei tempi che sarebbero venuti e la maestra, per cambiare argomento, le chiese che tempi fossero quelli e quando. E Cesarea specificò una data:: verso l'anno 2600. Duemilaseicento e qualcosa.....
Roberto Bolaño - I detective selvaggi



L'esilio

(...) Dietro l'esplosione della barbarie que segnò la sua generazione, la generazione che nel 1973 aveva 20 anni, l'avventura cilena di Bolano fini nell'esilio, quell'esilio in cui Bolano non crede, perche' l'esilio, dice, è quasi una condizione dello scrittore, per difetto, perchè "tutti gli scrittori sono esiliati per il solo fatto di avvicinarsi alla letteratura". Con il tempo e gli anni, il suo peregrinare lo portò in terre spagnole, dove sempre si senti' a suo agio, virtù non disdegnabile, perchè spesso i cileni somigliano a quel compatriota archetipico che Bolano ricorda e che sogna di ritornare in Cile e baciare il suolo cileno (...).

Il lavoro di scrittore, in effetti, non e' paragonabile a nessun altro. Nè a quello della polizia nè al bancario, nè allo sportivo. Bolaño non ha patria, ha molteplici patrie, quasi tante come i libri che ha letto. Ha una patria in Conrad, e una patria in Kafka, in mark Twain e in Stendhal....a differenza del bancario, che e' bancario solamente durante l'orario di lavoro, Lo scrittore è tale e lavora, sempre e in tutti i posti. lo scrittore sa che la letteratura è un lavoro pericoloso che lo ha allontanato per sempre dalla patria dei comuni mortali, il cui suolo mai arrivera' al punto di baciare. Forse per questo, come chiosa finale di una riflessione sullo scrittore, dice: Le puttane, forse, sono quelle che piu' si avvicinano al mestiere dello scrittore (...).
Alberto Magnet Las patrias de Roberto Bolaño




L’ultimo caso del detective selvaggio
Otto annotazioni di Rodrigo Fresán sul romanzo postumo, 2666, di Roberto Bolaño
(Página 12, 16 de Noviembre 2004)
QUATTRO
In ogni caso - altro punto che mi sembra interessante -, Belano è piu' che altro un protagonista/specchio. In Belano sogliono proiettarsi, secondi e terzi personaggi e moltitudini e generazioni. Con ciò voglio anche dire che Bolano e' stato lo scrittore meno autoaffabulatore che abbia mai conosciuto ( senza considerare che poteva contare su un ampia e convulsa autobiografia per costruire in vita la sua leggenda, nel caso che cio' lo avesse interessato). Non ce ne sono molti cosi': Bolano era un personaggio in tutto; però parlava poco e niente della sua storia, del suo passato, di quello che aveva vissuto e per cui era quasi morto. a volte, gli sfuggiva qualcosa in qualche intervista e io, dopo averla letta, lo chiamavo per fargli domande al riguardo e Bolano cambiava tema e parlava d'altro. A Bolano lo divertiva molto di più parlare degli altri. Inventarsi storie, ipotesi, teorie cospirative, che spaziavano dai concorrenti del grande fratello alla possibilità che Bin Laden fosse un ologramma generato nei laboratori di un'agenzia di sicurezza nordamericana molto più potente della CIA e del Pentagono. Questa vocazione per la congiura e' chiaramente confermata in tutti i suoi libri, nella sua visione di una realtà alternativa, in un presente che a volte sospettava che fosse come scritto dal futuro: dall'impossibile anno/cimitero 2666 dove ormai non tutti saranno famosi per 15 minuti, ma 15 minuti saranno tutto cio' si avrà a disposizione per giustificarsi, per ottenere una lapide nobile o un mausoleo duraturo. Per Bolano, il futuro era l'esilio definitivo e l'esilio possibilmente e' IL TEMA dell'opera di Bolano; pero' non frantendiamo, per favore: l'esilio, non è MAI stata la strategia di Bolano come scrittore. E cio' non solo gli fa onore ma lo rende molto diverso dai troppi autoaffabulatori. Come la schiva Cesarea Tinajero nei detective selvaggi e come lo scivoloso Benno von Archimboldi in 2666, Bolaño si faceva mito sparendo. Trovatelo se siete bravi
Rodrigo Fresán

continua...............







la vicinanza non esiste



...e mi guardavano da una vicinanza a cui nessuno (tranne mio fratello) aveva accesso. Cos'avevano visto?, mi domandavo. Che viso, che occhi avevano visto? Non me lo domandavo molto spesso, ma di sicuro qualche volta me lo domandai. Adesso so che la vicinanza non esiste. Qualcuno ha sempre gli occhi chiusi. Uno vede quando l'altro non vede. L'altro vede quando uno non vede. Solo una madre può essere vicina, ma questo allora era l'ignoto. Inesistente. Esisteva solo il miraggio della vicinanza.
Roberto Bolaño - un romanzetto canaglia





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domenica 27 settembre 2009

2666 - L’ultimo caso del detective selvaggio ....3 di 8

Per descrivere questo libro molti critici hanno usato l'immagine del buco nero: Con la stessa giustizia si potrebbe parlare di un cono aperto verso l'alto, come quelli che costruiscono le cosiddette formiche leone, che si appostano nel fondo aspettando che altre formiche scivolino verso di loro per divorarle. La formica leone è Santa Teresa: Verso di essa sbandano le anime sensibili o già debilitate, quelli che sono stati feriti nell'intelletto come i critici, o nello spirito come Amalfitano, o nel cuore come Fate, o altri il cui destino stesso si presenta come ferita, come nel caso di Archimboldi. Si potrebbe anche pensare a dei sommozzatori stanchi che si dirigono verso l'elica della nave che li farà a pezzi. Ma qui sta cio' che e' veramente notevole: il punto di vista del libro è quello dell'elica: il quarto libro, quello dei delitti, è il punto di incontro di tutti gli altri; alla luce di questa mattanza dobbiamo intendere il destino dei personaggi.
Il tema, dunque, è la morte. o meglio: il tema è il vasto tempo, le inenarrabili storie personali, viste dalla soglia della morte.
Gonzalo Garcés - El mito del final



L’ultimo caso del detective selvaggio

Otto annotazioni di Rodrigo Fresán sul romanzo postumo, 2666, di Roberto Bolaño
(Página 12, 16 de Noviembre 2004)

TRE
A pagina 260 di 2666 (edizione italiana), il cileno errante Amalfitano riceve la visita di una voce notturna e spettrale che gli parla di qualcosa che Amalfitano non capisce e che al voce definisce come "storia scomposta" o "storia smontata e rimontata" e che - comprende Amalfitano malgrado non comprenda - è quello che succede quando "la storia una volta rimontata diventava qualcos'altro, un commento ai margini, una nota sapiente, una risata che tardava a spegnersi e rimbalzava da una roccia di andesite a una di riolite e poi al tufo, e da quell'insieme di rocce preistoriche usciva una specie di mercurio, lo specchio americano, diceva la voce, il triste specchio americano della ricchezza e delal povertà e delle continue metamorfosi inutili, lo specchio che naviga e ha per vele il dolore." Questa voce che non sta definendo altro che 2666 ben potrebbe essere - così fanno pensare varie associazioni a quelle cui allude il critico ed esecutore testamentario Ignacio Echeverria nella nota che chiude il romanzo - quella di arturo Belano, protagonista dei Detective selvaggie presunto alter ego di Bolaño. In alcune conversazioni, en passant, confessà di essere tentato di far finire Belano come una sorta di eternauta che viaggia nel tempo e trasmette dal futuro. E dico presunto alter ego mi pare che con belano, Bolaño ha ottenuto qualcosa di più interessante che il solito mascheramento che utilizza lo scrittore per tramutarsi in personaggio. Mi viene in mente che, forse, Belano sarebbe uguale a Bolaño se Bolaño avesse optato di essere Belano e non di essere Bolaño que fini con l oscrivere a Belano. Qualcosa del genere. E' chiaro? Si? Credo di no. Beh, mi dispiace.


continua...............


sabato 26 settembre 2009

i 60 anni del Boss


il 23 settembre ha compiuto 60 anni Bruce Springsteen. Quando penso a quegli anni, a cavallo degli anni 80, non puo' non tornarmi in mente la tua musica.
A volte avevamo l'impressione che la nostra esistenza e i nostri ideali e le nostre speranze girassero a vuoto.
Sentivamo che dovevamo liberarci degli stanchi rituali fatti di parole vuote che a furia di sentirle ripetere suonavano oscene.
Quelli di noi che ben presto si erano liberati dei miti e delle illusioni degli anni 60, vivevano nel disincanto e a disagio. La tua musica ci ha aiutato a non fare cazzate, a non buttare via le nostre vite, nè ad arrenderci all'omologazione incalzante e strisciante e avvolgente. Eravamo dei lupi senza denti, eravamo dei cani randagi e in qualche modo riuscimmo a sopravvivere. E la tua musica ci accompagnava nella nostra rabbia e nella nostra malinconia.
Auguri Boss !!



venerdì 25 settembre 2009

2666 - L’ultimo caso del detective selvaggio ....2 di 8


La prima volta che mi sono avvicinato a Roberto Bolaño e' stato all'inizio del 2000 attraverso un poema che lessi in una rivista universitaria diretta da Paul Alonso, Il ventre. Ancora posso ricordare quei versi dei cani romantici - la poesia che lessi - : Pero a quel tempo crescere sarebbe stato un crimine. Sono qui, disse, insieme ai cani romantici e qui voglio restare". Quella volta, non avevo ancora riconosciuto Il narratore Bolano che si sarebbe rivelato di fronte a me nei mesi successivi, nè tantomeno intuivo questa prosa viscerale che avrebbe caratterizzato la sua letteratura in libri come detective selvaggi e Puttane assassine. Mi avvicinai solamente al Bolano poeta e fui in grado di riconoscere un autore con sufficiente forza espressiva e con tante cose da dire. Piu tardi, mi resi conto che non mi sbagliavo a leggere i suoi testi, tanto letti e amati negli ultimi anni
Rodrigo Fresán




L’ultimo caso del detective selvaggio


Otto annotazioni di Rodrigo Fresán sul romanzo postumo, 2666, di Roberto Bolaño

(Página 12, 16 de Noviembre 2004)

DUE

E mi pare che la lettura di 2666 è conseguenza della scrittura di 2666. Mi spiego: la scrittura notturna e lanciata verso l’abisso di 2666 - Bolaño che si lancia in una corsa contro tutto, notte dopo notte, per terminare l’ultima pagina del suo romanzo prima dell’ultima alba della sua vita – influenza il lettore producendo un effetto identico. Non importa che ora sia; quando si legge 2666 uno non tarda ad arrendersi a una specie di stato trance tra il sonnambulo e l’insonne. In 2666, la prosa di Bolaño cattura come in nessun altro dei suoi libri perché cio’ di cui si tratta qui, è di ottenere una sorta di summa artistica, di un tutto armonico e nello stesso tempo disfunzionale dove – per mezzo di rivelazioni di lunga distanza sospese nello spazio, o aspre accelerazioni nel tempo inquadrate in un modello di romanzo aperto, di romanzo esteriore o interiore nello stesso tempo-, ciò che si persegue e si raggiunge altro non è che una teoria del mondo, di tutto il mondo.

continua...............


CARO BRUNETTA....

articolo scritto sulla rivista MUSICA da un importante pianista e fortepianista e docente al conservatorio di Perugia: Costantino Mastroprimiano

Il Musicista risponde al Ministro


Le ultime esternazioni del Ministro Brunetta – aldila` della reazione emozionale che possono aver suscitato – mi hanno fatto riflettere su alcuni aspetti della percezione della professione « Musicista » in Italia.
A scanso di equivoci il Musicista e` colui che si occupa di Musica e occuparsi di Musica comprende non soltanto la professione di « suonatore » o « cantante » ma anche chi del settore Musica fa il suo alveo professionale (editoria, discografia, management, etc.). Detto questo quello che mi ha colpito non e` il senso offensivo delle parole. In fondo, per far riferimento a uno dei Musicisti citati dal Ministro, non e` che Mozart sia stato trattato meglio dal Colloredo... eppure era Mozart La sensazione lasciatami dalle sue parole e` piuttosto quella di una mancanza di conoscenza effettiva del mondo musicale, dalla formazione alla pratica lavorativa.
In Italia la Musica non e` considerata CULTURA. Essa e` Spettacolo o Tradizione. Quindi e` un aspetto accessorio tra l’istrionico e il naif, tra il « fenomeno » e l’intrattenimento.
Il Musicista appare come la persona dotata per suonare uno strumento – o cantare – ma non e` visto come uno studioso, un professionista, un lavoratore. In fondo suona, canta a richiesta e per piacere, insomma un parassita che chiede e ottiene sussidi statali per sopravvivere. Proporsi di fare il Musicista in Italia e` come dire.... Non mi va di studiare, suono, canto... e studiare cosa?... mica il Musicista suda sui manuali di Anatomia, di Diritto Privato, di Procedura civile, di Economia Politica! Legge i pentagramma li suona... allieta e intrattiene... Per far questo il futuro Musicista in caso si iscrive in una di quelle strane Istituzioni chiamate Conservatori che – caro Ministro – in Italia non ci si capisce ancora bene come funzionino. Li`dentro suonano, cantano... gli insegnanti... predicano... E poi... boh... tanto che si arriva alla fatidica domanda: Si vabbe`... caro Musicista... tu suoni, ma che lavoro fai? Forse e` il caso di fare un po’ di chiarezza e se il Suo dicastero – signor Ministro – e` la Funzione Pubblica – e` giusto che Lei abbia sollevato il problema, ma e` assolutamente essenziale e necessario risolverlo e per risolverlo bisogna comprenderlo. L’Italia non da` alla formazione Musicale una Funzione Pubblica. Semplicemente non la considera. In tutte le nazioni Europee la Musica e` insegnata fin dalla scuola d’infanzia, ma non come corollario o attivita` integrativa. Lo Stato si assume la Funzione Pubblica di educare alla Cultura Musicale le nuove generazioni e di provvedere alla formazione degli insegnanti. Provi pure signor Ministro a chiedere al MIUR quale sia la procedura per diventare insegnanti per esempio nei Conservatori...
Non abbiamo risposta... l’ultimo vero Concorso per titoli ed esami e` stato bandito nel 1990 e poi... leggi, leggine, corsi, corsetti... sanatorie e infornate....
Lei Caro Ministro conosce benissimo la Convenzione di Lisbona. Firmata e ratificata... sara` mai attuata? Il suo invito a lavorare, a suonare continuamente e` sicuramente gradito, ma superfluo... il Musicista studia anche quando non suona. Non e` un manovale, e` una persona pensante, la cui professione e` costituita di vari aspetti, non soltanto di evidenza fisica e manuale. Questa e` soltanto l’ultimo stadio di una complessa e continua attivita`. Il pane viene guadagnato con lo studio individuale, le prove in orchestra, l’esibizione pubblica... E mi permetta... non generalizziamo il settore Opera con il resto dell’attivita`musicale.
Controlli pure la percentuale di FUS spettante alla Musica Sinfonica e alla Concertistica che e` la Musica meno popolare in Italia...
La invito signor Ministro a essere piu` presente nel mondo professionale musicale, a valutarlo veramente e a non confonderlo con espressioni musicali di diverso spessore.
Io non scambierei mai un amministratore di Condominio con il Ministro della Funzione Pubblica. Ambedue hanno delle responsabilita` e competenze proprie... diverse ed egualmente rispettabili... ma non confondibili. Se cosi`non fosse, non ci sarebbero modelli ed obiettivi, ma si legittimerebbe un qualunquismo professionale che nuocerebbe al cittadino e al suo senso Civile. Faccia che non sia troppo tardi...


Costantino Mastroprimiano

segnaletica







giovedì 24 settembre 2009

2666 - L’ultimo caso del detective selvaggio ....0 e 1 di 8

ZERO
scusatemi, abbiate pietà, deve essere che non sono ancora uscito dallo stato di trance e di allucinazione in cui mi ha trascinato la lettura di 2666 di Roberto Bolaño, un libro (pubblicato in Italia in due volumi) di cui fino a due mesi fa ignoravo persino l'esistenza.
Deve essere stato a fine luglio o agli inizi di agosto che per caso un giorno leggo su un forum di un autore definito "tra i piu' importanti scrittori latinoamericani", e a me completamente sconosciuto. Ricordo che veniva menzionato l'ultimo libro e decisi di tenerlo a mente. Nei giorni seguenti ogni tanto ripensavo a quella definizione fin troppo pretenziosa e smaccata ma non ricordavo nè l'autore ne il titolo presunto capolavoro. Solo ricordavo un numero e non ne ero nememno sicuro e pensai quindi che non avrei mai rintracciare quel libro verso il quale non nutrivo nessuna aspettativa. Ma quel numero continuava a frullarmi nella testa, sebbene volessi dimetincarlo. Ricordavo che c'erano dei 6. Così prima di partire per le vacanze, il 14 o il 13 di agosto, decisi che mi dovevo togliere lo sfizio di vedere se riuscivo a rintracciare quel libro che nel titolo aveva un numero e che di sicuro non era granchè, magari un volgare libercolo di fanatscienza; mi armai di coraggio e pieno di vergogna entrai da Feltrinelli: "scusi sto cercando un libro, ma non ricordo il titolo nè l'autore", dico al tipo davanti al pc, e il tipo mi guarda con l'aria di chi guarda uno appena uscito dal manicomio oppure forse uno che che non ha niente di meglio da fare; prima che mi mandasse a quel paese (un'arte che i romani praticano con frequenza e in modo molto pittoresco) aggiungo "forse ci sono dei 6 ?" allora il tipo mi gaurda con commiserazione e fastidio e mi chiede "il primo o il secondo ?" e io allora penso che il tipo mi vuole prendere in giro e non avrebbe tutti i torti, percio' sto zitto e quasi sprofondo immaginando i sorrisi di scherno degli altri clienti che aspettano dietro di me, un po' impazienti e un po' incazzati; per un po' sto zitto e poi gli chiedo "come scusi ?". Lui allora sbuffia con l'aria scocciata, esce dal banco e punta dritto sullo scaffale di sinistra e punta l'indice sul ripiano piu' in alto senza nemmeno guardarmi dice "uno e due, sono due volumi" "ah" dico io "grazie" e per alleviare il senso di colpa "li prendo tutti e due" sforzandomi di assuemre un tono disinvolto. "Minchia !" penso "ma quante pagine sono ? quando mai finirò questo mattone x 2, quando mai perdero' tempo con questa specie di enciclopedia polpettone? " continuo a pensare mentre pago alla cassa. Poi sono andato in vacanza e giusto per non avere scuse nè rimorsi me li porto appresso i due mattoni. E li lascio in valigia, ma poi, gli ultimi 5 giorni inizio la lettura, primo volume, la parte dei critici.....
E' difficile parlare di questo libro, che di sicuro possiede delle qualita' non comuni e di sicuro ha un grandissimo fascino. Forse ci vorrà un po' di tempo per assimilarlo e capirne la reale portata e uscire dallo stato di trance in cui mi trovo ancora. perciò ho letto e cominciato a tradurre le annotazioni di Rodrigo Fresán scrittore e amico di Bolaño. Doveva essere un "giornale di bordo e invece sono otto annotazioni e qui e' tradotta la prima




L’ultimo caso del detective selvaggio


Otto annotazioni di Rodrigo Fresán sul romanzo postumo, 2666, di Roberto Bolaño

(Página 12, 16 de Noviembre 2004)

UNO
Questo non è quello che volevo scrivere. L’idea era un’altra, il piano era diverso. Ciò che mi ero proposto era di tenere un giornale di bordo su 2666, un diario di lettura del megaromanzo postumo di Roberto Bolaño. Per annotare e raccogliere - come se fosse un piè di pagina o di commenti a margine – impressioni, idee, echi e perfino ricordi. Una sorta di autobiografia di un lettore la cui vita avesse la stessa durata del libro e, per fortuna, era un libro lungo. MOLTO lungo. Però le cose non sono andate come pensavo e ciò che ho da dire qui occuperà molto meno tempo e spazio. Perché , sia detta la verità: ricevetti le bozze rilegate di 2666 e cominciai a leggerle. Lessi “la prima volta che Jean-Claude Pellettier lesse Benno Von Archimboldi….” E già qui mi trattenni dall’annotare qualcosa fino a pagina 291; fino al finale della seconda parte/romanzo 2666. A quel punto ciò che annotai - in rotonde maiuscole . fu: “NIENTE DA ANNOTARE, NIENTE DA DIRE, DIFFICILE SCRIVERE QUALCOSA SUL TUTTO”. Dopo aver scritto ciò, non scrissi più niente fino all’ultima pagina dove si legge che: “poco dopo uscì dal parco e la mattina seguente partì per il Messico.

Dopo – senza fiato, e abbagliato - mi misi a scrivere queste cose che non sono ciò che io volevo scrivere, ma e’ tutto cio che ho scritto. Sia detta la verità: non ha molto senso leggere riguardo 2666; bisogna leggere 2666








Roberto Bolaño - 2666 I pag. 443
la parte dei critici
la parte di Amalfitano
la parte di Fate



Roberto Bolaño - 2666 II pag. 672
la parte dei delitti
la parte di Archimboldo

ultima intervista a Roberto Bolaño - 23 luglio 2003



questo è il testo dell'ultima intervista a Roberto Bolaño del 23 luglio 2003 fatta da Mónica Maristain.
Sicuramente uno scrittore che ha lasciato un impronta importante nella letteratura del 900 e con cui tutti, scrittori e lettori, dovremo fare i conti.
La traduzione è mia e chiedo scusa per le imprecisioni e gli errori.
L'originale puo' essere consultato a questo indirizzo





Ha avuto importanza nella sua vita il fatto di essere nato dislessico ?
Nessuno. Problemi quando giocavo a calcio, sono mancino. Problemi quando mi masturbavo, sono mancino. Problemi quando scrivevo, sono destro. Come puoi vedere, nessun problema importante.

Enrique Vila-Matas ha continuato ad essere amico suo, dopo la lite che lei ha avuto con gli organizzatori del premio Rómulo Gallegos?
La lite che ho avuto con la giuria e gli organizzatori del premio e' dipesa, fondamentalmente, dal fatto che loro pretendevano che io avallassi, da Blanes (la citta' spagnola dove Bolano viveva ndt) e alla cieca, una selezione alla quale io non avevo partecipato. I loro metodi che una pseudo poetassa "chavista" mi trasmise per telefono, assomigliavano molto agli argomenti dissuasivi della "Casa de las Americas" cubana. Mi sembrò un grande errore che Daniel Sada o Jorge Volpi fossero eliminati sin da subito, per esempio. Loro hanno detto che a me interessava solo viaggiare con mia moglie e i figli, affermazione totalmente falsa. Dall'indignazione per questa menzogna e' nata la mia lettera dove li definii neostalinisti e altro ancora, di fatto. mi informarono che erano decisi sin dal principio a premiare un altro autore che precisamente non era Vila-Matas, il cui romanzo mi sembrava buono che senza dubbio era uno dei miei candidati.

Perche' non ha l'aria condizionata nel suo studio ?
Perche' il mio motto non è "Et in Arcadia ego", ma "Et in Esparta ego".

No crede che se si fosse ubriacato con Isabel Allende y Ángeles Mastretta sarebbe stato diverso il suo parere sui loro libri?
Non lo credo. Primo, perche' codeste signore evitano di bere con gente come me. Secondo, perche' io gia' non bevo piu'. Terzo, perché nemmeno nelle mie peggiori ubriacature ho perso una certa lucidita' minima, un senso della prosodia e del ritmo, un certo rifiuto di fronte al plagio, la mediocrità o il silenzio.

Qual è la differenza tra una scribacchina e una scrittrice ?
Una scrittrice è Silvana Ocampo. Una scribacchina e Marcela Serrano: Gli anni luce di distanza che separano l'una dall'altra.

Chi l'ha convinto che poeta è meglio di narratore?
La gradazione di rossore che sento, quando, per pura casualita' apro un mio libro di poesia o uno di prosa. Mi fa arrossire meno quello di poesia

lei e' cileno, spagnolo o messicano ?
Sono latinoamericano

Che cos'e' la patria per lei ?
Mi dispiace darti una risposta banale e volgare. La mia unica patria sono i miei figli, lautaro e Alexandria. E a volte, ma in secondo piano, alcuni istanti, alcune strade, alcuni volti o scene o libri che sono dentro di me e che un giorno dimenticherò, che la cosa migliore che uno possa fare con la patria.

Che cos'è la letteratura cilena ?
Probabilmente gli incubi del poeta piu' disgustato e grigio e forse il piu' codardo dei poeti cileni: Carlos Pezoa Véliz, morto agli inizi del XX secolo, e autore di solo due poemi memorabili, pero' ,questo sì, veramente memorabili, e che continua a sognarci e a soffrire. E' possibile che Pezoa Véliz non sia ancora morto e sta agonizzando e che il suo ultimo minuto sia un minuto abbastanza lungo no?, e tutti stiamo dentro di lui. O perlomeno tutti noi cileni stiamo dentro di lui

Perché le piace essere sempre controcorrente
Io non sono mai controcorrente.

Ha piu' amici o nemici?
Ho abbastanza amici e nemici, tutti gratuiti.

Chi sono i suoi amici intimi?
Il mio migliore amico e' stato Mario Santiago, che è morto nel 1988. Attualmente tre dei miei migliori amici sono Ignacio Echevarría e Rodrigo Fresán e A. G. Porta.

Antonio Skarmeta lo ha mai invitato al suo programma ?
Una sua segretaria, forse la sua amante, mi chiamo' una volta per telefono. Le dissi che ero molto occupato.

Javier Cercas ha diviso con lei i regali per "Soldati di Salamina" ?
Naturalmente no

Enrique Lihn, Jorge Teillier o Nicanor Parra?
Nicanor Parra davanti a tutti, inclusi Pablo Neruda e Vicente Huidobro e Gabrila Mistral

Eugenio Montale, T. S. Eliot o Xavier Villaurrutia?
Montale. Se al posto di Eliot c'era James Joyce, allora Joyce. Se al posto di Eliot c'era Ezra Pound, senza dubbio Pound.

John Lennon, Lady Di o Elvis Presley?
The Pogues. O Suicide. O Bob Dylan. Però dai non facciamo i pignoli: Elvis forever. Elvis con un cappello da sceriffo mentre guida una Mustang e riempendosi di pasticche, e con la sua voce d'oro.

Chi legge di piu', lei o Rodrigo Fresan ?
Dipende. L'Ovest e' per Rodrigo. L'Est per me. Poi contiamo i libri delle rispettive aree e sembrerebbe che abbiamo letto tutto

Qual e' il miglior poema di Pablo Neruda secondo lei?
Quasi tutti di "residencia sulla terra"

Che cosa avrebbe detto a Gabriela Mistral se l'avesse conosciuta?
Mamma perdonami, son ostato cattivo, ma l'amore di una donna mi ha fatto diventare buono

E a Salvador allende?
Poco e niente. Quelli che hanno il potere (anche se per poco tempo) non sanno niente di letteratura, solo gli interessa il potere. E io posso essere il pagliaccio dei miei lettori, se mi viene voglia, ma mai dei potenti. Suona un po' melodrammatico. Suona come la dichiarazione di una puttana onorata. Ma comunque e' cosi'


E a Vicente Huidobro?
Huidobro mi annoia un po'. Troppo tralali tralala, troppo paracadutista che scende cantando come un tirolese. Sono meglio i paracadutisti che scendono avvolti nelle fiamme, o di botto, quelli a cui non si apre il paracadute

Octavio Paz continua a essere il nemico?
Per me certamente no. Non so cosa penseranno i poeti che a quell'epoca, quando vivevo in Messico, scrivevano come suoi cloni. E' da molto che non so niente di poesia messicana. Rileggo José Juan Tablada e Ramón López Velarde, perfino potrei recitare, se si presenta l'occassione Sor Juana, ma non so niente di quelli che, come me si avvicinano ai 50 anni.

Non le darebbe adesso questo ruolo a Carlos Fuentes?
E' da molto che non leggo niente di Carlos fuentes

Che cosa le produce il fatto che Arturo Perez Rverte sia attualmente lo scrittore piu' letto in lungua spagnola?
Perez Reverte o Isabel Allende. E' lo stesso. Feuillet era l'autore francese piu' letto della sua epoca.

E il fatto che Arturo Reverte sia entrato nella'Accademia reale ?
La Real Accademia e' un covo di privilegiati. Non c'e' Juan Marsé, non c'e' Juan Goytisolo, non c'e' Eduardo Mendoza ne' Javier Marías, non c'e' Olvido García Valdez, non ricordo se c'e' Alvaro Pombo (probabilmente se c'e' cio' si deve a un equivoco), pero' c'e' Perez Reverte. Bene, anche Paul Coelho fa parte della Real accademia brasiliana

Si pente di aver criticato il menu che le ha servito Diamela Eltit?
Non ho mai criticato il suo menu'. E comunque casomai ho criticato il suo umore, un umore vegetariano, o meglio che sa di dieta.

Le dispiace che Diamela lo consideri una cattiva persona, dopo cio' che e' successo in quella malaugurata cena ?
No povera Daniela, non mi dispiace. Mi dispiacciono altre cose.

Ha versato qualche lacrima per le numerose critiche che ha ricevuto da parte dei suoi nemici?
Moltissime, ogni volta che leggo qualcuno che parla male di me, mi metto a piangere, mi butto per terra, mi graffio, smetto di scrivere per un tempo indefinito, cala l'appetito, fumo fdi meno, faccio sport, esco a camminare sulla spiaggia, che , tra parentesi, e' a meno di trenta metri da casa mia, e chiedo ai gabbiani, i cui antenati, si mangiarono i pesci que si mangiarono Ulisse perche io? Perche io? Che non gli ho fatto alcun male?

Qual e' l'oipinione riguardo alla sua opera che ritiene di maggior valore ¿
I miei libri li leggono Carolina ( sua moglie ndt) e dopo Jorge Heralde (l'editore di Anagrama) e dopo mi sforzo di dimenticarli per sempre.

Che cosa ha comprato con i soldi che ha guadagnato con il premio Romulo Gallegos?
Non molto. Una valigia, se ricordo bene.

Quando viveva grazie ai concorsi letterari, c'e' n'e' stato qualcuno che non ha potuto incassare o ricevere?
Nessuno. I municipi e gli enti spagnoli, sotto questo aspetto, sono di una probita' al di sopra di ogni sospetto

Era un buon cameriere o era meglio come venditore di bigiotteria ?
Il lavoro dove mi sono meglio disimpegnato e' stato quello di vigilante notturno di un camping vicino Barcellona. Mai nessuno ha rubato finche' ci son ostato io. Impedii alcune liti che sarebbero potute terminare male. Ho evitato un linciaggio (anche se dopo avrei strangolato o linciato con piacere io stesso il tipo in questione.

Ha sperimentato la fame feroce, il freddo che gela le ossa, il caldo che lascia senza respiro?
Come dice Vittorio Gassman in un film: modestamente si

Ha mai rubato qualche libro che poi non le e' piaciuto?
Mai. Il bello dei furti di libri ( e non di casseforti) e' che uno non puo' esaminarne il contenuto con calma prima di commettere il delitto

Ha camminato qualche volta in mezzo al deserto?
Si, in una occasione, per giunta in braccio a mia nonna: L'anziana signora era instancabile e io pensai que non ne saremmo usciti vivi

Ha visto pesci colorati sotto l'acqua?
Naturalmente. In Acapulco, senza andare troppo lontano, nel 1974 o 1975

Si e' mai bruciato la pelle con una sigaretta?
mai volontariamente

Ha mai inciso su un albero il nome della persona amata?
Ho commesso eccessi anche maggiori, ma stendiamo un pietoso velo.

Ha mai visto la donna piu' bella del mondo?
Si quando lavoravo in un negozio piu' o meno nelll'84. Il negozio era vuoto ed entro una donna indu'. Sembrava e forse lo era, una principessa. Mi comprò alcuni pendenti di bigiotteria. Io naturalmente stavo sul punto di svenire. Aveva la pelle di rame, capelli lunghi, rossi, e per il resto era perfetta. La bellezza atemporale. Quando dovetti incassare provai molta vergogna. Lei m sorrise, come se mi dicesse che capiva, e che non dovevo preoccuparmi. Dopo spari' e mai ho di nuovo visto qualcuna cosi'. A volte ho l'impressione che era la dea Kali, patrona dei ladroni e degli orafi, solo che Kali era anche la dea degli assassini, e questa indù non solo era la donna piu' bella della terra ma sembrava anche una buona persona molto dolce e comprensiva.

Le piacciono i cani o i gatti?
le femmine di cane, ma ora non tengo piu' animali

Quali sono le cose che ricorda della sua infanzia
Tutto. non ho una cattiva memoria

Collezionava figurine ?
Si. Di calcio e di attori e attrici di hollywood

Aveva i pattini?
I miei genitori fecero l'errore di regalarmi un paio di pattini quando vivevamo in Valparaiso, che è una citta di montagne. Il risultato fu disastroso. Ogni volta che mettevo i pattini era come se volessi suicidarmi

Qual e' la sua squadra di calcio preferita ?
Adesso nessuna. Quelle che sono retrocesse in seconda divisione e poi, consecutivamente, in terza e nelle regionali, fino a sparire. Le squadre fantasma

A quale personaggio della storia universale avrebbe voluto somigliare ?
A Sherlock Holmes Al capitano Nemo. A Julien Sorel, nostro padre, al príncipe Mishkin, nostro zio, a Alicia, nostra professoressa, a Houdini, que è una miscuglio di Alicia, di Sorel e di Mishkin.

Si innamorava delle vicine piu' grandi di lei ?
Naturalmente

Le compagne di scuola le prestavano attenzione ?
Non credo. Almeno io ero convinto di no

Cosa deve alle donne della sua vita ?
Moltissimo. Il senso della sfida e la posta alta. E altre cose che taccio per decoro.

Loro le devono qualcosa a lei?
Niente

Ha sofferto molto per amore?
La prima volta, molto, poi ho imparato a prendere le cose con un po' piu' di ironia


E per odio?
Anche se suona un po' pretenzioso, non ho mai odiato nessuno. Perlomeno son osicuro di essere incapace di un odio sostenuto. e se l'odio non è sostenuto, non è odio, no?

Come conquisto' sua moglie?
Cucinandole riso. A quell'epoca ero molto povero e la mai dieta era praticamente di riso, cosi' ho imparato a cucinarlo in mille modi

Come era il giorno che divento' padre per la priam volta ?
Era notte, poco prima delle 12, io ero solo, e siccome non si poteva fumare nell'ospedale, mi fumai una sigaretta virtualmente appollaiato nel tetto del quarto piano. meno male che non mi vide nessuno dalla strada. Solo la luna, avrebbe detto Amado Nervo. Quando rientrai un'infermiera mi disse che mio figlio era già nato. Era molto grande, quasi calvo del tutto, e con gli occhi aperti come chiedendosi chi fosse quel demonio che lo teneva in braccio.

Lautaro (suo figlio) sarà scrittore?
Io spero solo che sia felice. Cosi' e' meglio che sia un'altra cosa. Pilota di aerei, per esempio, o chirurgo plastico, o editore.

Cosa vede in lui come suo?
Per fortuna assomiglia molto di più a sua madre che a me

La preoccupano i dati di vendita dei suoi libri?
il minimo indispensabile

Pensa qualche volta qai suoi lettori?
Quasi mai

Che cosa lo ha commosso di tutto quello che hanno detto i suoi lettori della sua opera?
Mi commuovono i veri lettori, senza compromessi, quelli che ancora osano leggere Il dizionario filosofico di Voltaire, che è una delle opere più amene e moderne che conosco. Mi commuovono i giovani di ferro che leggono Cortazar e Parra, così come li ho letti io e come continuero' a leggerli. Mi commuovono i giovani che si addormentano con un libro sotto la testa. Un libro e il migliore cuscino che esista.

Che cosa lo ha fatto arrabbiare ?
A questo punto arrabbiarsi è perdere tempo. E. Purtroppo, alla mia età il tempo conta.

Ha avuto mai paura dei suoi fans?
Ho avuto paura dei fans di Leopoldo María Panero, il quale, d'altra parte, mi pare sia uno dei tre migliori poeti viventi spagnoli. In Pamplona, durante un ciclo organizzato da Jesús Ferrero, Panero chiudeva il ciclo, e man mano che si approssimava il giorno della sua lettura, la città o il quartiere dov'era il nostro hotel, si riempì di freaks che sembravano essere appena scappati da un manicomio, che, d'altra parte, e' il miglior pubblico cui possa aspirare un poeta. Il problema è che alcuni non solo sembravano pazzi ma anche assassini e Ferrero e io tememmo che qualcuno, da un momento all'altro, si alzasse e dicesse: io ho ammazzato a Leopoldo Maria Panero e per poi scaricare quattro pallottole nella testa del poeta, e quindi con l'occasione, una a ferrero e l'altra a me.

Che cosa prova quando critici come Dario Osses la considerano lo scrittore latinoamericano con più futuro?
Deve essere uno scherzo. Io sono lo scrittore latinoamericano con meno futuro. Certo si, sono di quelli che hanno più passato, che alla fine e l'unica cosa che conta.

La incuriosisce il libro di critica che sta preparando la sua compatriota Patricia Espinoza?
No per niente. Espinoza mi sembra una critica molto brava, indipendentemente da come ne uscirò fuori io nel suo libro, e suppongo non molto bene, ma il lavoro di Espinoza è necessario in Cile. Di fatto, la necessità di una, chiamamola così, nuova critica, e' qualcosa che comincia ad essere urgente in tutta Latinoamerica

E il libro dell'argentina Celina Manzoni?
Celina la conosco personalmente e le voglio molto bene. A le ho dedicato uno dei racconti di Puttane assassine

cos'e' che lo annoia?
Il discorso vuoto della sinistra. Il discorso vuoto della destra gia' lo do per scontato

Che cosa la diverte?
Vedere giocare mia figlia Alessandra, fare colazione in un bar al lato del mare e mangiarmi un croissant leggendo il giornale. La letteratura di Borges. La letteratura di bioy. La letteratura di Bustos domecq. Fare l'amore.

Scrive a mano ?
La poesia si. Il resto su un vecchio computer del 1993.

Chiuda gli occhi. Quale dei paesaggi che ha visto di latinoamerica le viene in mente per primo ?
Le labbra di Lisa nel 1974. Il camion di mio padre guasto in una strada nel deserto. Il padiglione dei tubercolosi di un ospedale di Cauquenes e mia amdre che dice a me e a mia sorella di trattenere la respirazione. Un'escursione a Popocatépetl con Lisa, Mara y Vera e altri che non ricordo, anche se si ricordo le labbra di Lisa, il suo sorriso straordinario.

Com'e' il paradiso ?
Come venezia, spero, un posto pieno di italiane e italiani. Un posto che si usa e si consuma e che si sa che niente perdura, nemmeno il paradiso, e che cio' alla fine non importa.


E l'inferno
Come Ciudad Juarez, che la nostra maledizione e il nostro specchio, lo specchio inquieto delle nostre frustazioni e della nostra infame interpretazione della libertà e dei nostri desideri

Quando ha saputo che era gravemente ammalato?
Nel '92

La malattia cosa ha cambiato del suo carattere?
Niente. Seppi che non ero immortale, il che a 38 anni, gia' era ora che lo sapessi

Che cosa desidera fare prima di morire?
Niente in particolare. Beh, preferirei non morire, chiaro. Pero presto o tardi la distinta dama viene, il problema è che a volte non è una dama ne tantomeno distinta, bensi come dice Nicanor Parra in una poesia, è una puttana caliente, che fa tremare i denti anche alle persone piu' navigate

Chi le piacerebbe incontrare nell'aldila
Non credo nell'aldila' . Se esistesse, che sorpresa. Mi iscriverei immediatamente in qualche corso di Pascal.

Ha mai pensato qualche volta di suicidarsi?
Naturalmente. In qualche occasione sono sopravvissuto proprio perche' sapevo come suicidarmi se le cose peggioravano

Ha mai creduto qualche volta che stava diventando pazzo?
Naturalmente, pero' mi ha sempre salvato il senso dell'ironia. Mi raccontavo storie che mi facevano impazzire dalle risate. O ricordavo situazioni che mi facevano ridere a crepapelle

La pazzia, la morte, l'amore, quali di queste di tre cose ha avuto piu' spazio nella sua vita?
Spero con tutto i lcuore che ne abbia avuto di piu' l'amore

Quali sono le cose che la fanno ridere fragorosamente?
Le disgrazie proprie e altrui

Quali sono le cose che la fanno piangere ?
lo stesso: Le disgrazie proprie e altrui

Le piace la musica ?
Molto

Lei vede la sua opera come sogliono vederla i suoi lettori e critici: Prima di tutto i detective selvaggi e poi tutto il resto?
L'unico romanzo di cui non mi vergogno è Amberes, forse perche' continua a essere inintellegibile. Le cattive critiche che ha ricevuto sono le mie medaglie guadagnate in battaglia, non in scaramuccie con fuoco simulato. Il resto della mia "opera", beh. Non è male, sono romanzi divertenti, il tempo dirà qualcosa di piu'. Per adesso mi danno soldi, si traducono, mi servono per fare amici che sono generiosi e simpatici, posso vivere e abbastanza bene, di letteratura, e perciò lamentarsi sarebbe gratuito e sgradevole. Pero' la verita e' che non gli do molta importanza ai miei libri. Sono molto più interessato ai libri degli altri.

Toglierebbe alcune pagine dal detective selvaggi?
No per togliere delle pagine, dovrei rilleggerlo e questo la mia religione me lo proibisce

Non le fa paura che qualcuno voglia fare la versione cinematografica del romanzo?
Ah Monica mi fanno paura altre cose. Diciamo: cose piu' terrificanti infinitamente piu' terrificanti

L'occhio Silva e' un omaggio a Julio Cortazar ?
In nessun modo

Quando ha terminato di scrivere l'occhio Silva, non ha avvertito che aveva scritto un racconto capace di essere all'altezza per esempio, di "casa tomada"?
Quando ho terminato di scrivere l'occhio Silva smisi di piangere o qualcosa di simile. Che altro mai potrei volere io che fosse simile a un racconto di Cortazar, anche se casa tomada non e' uno dei miei racconti favoriti


Quali sono stati i cinque libri che hanno segnato la sua vita ?
I miei cinque libri in realtà sono cinque mila. Menziono questi solo come punta di diamante o embajada aviesa: Il chisciotte di Cervantes. Moby Dick, di Melville. L'opera completa di Borges. Rayuela, di Cortazar. Una banda di idioti di Kennedy Toole. Ma dovrei anche citare: Nadja, di Breton. Le lettere di Jacques Vachè. Tutto Ubù, di Jarry. La vita, istruzioni per l'uso, , di Perec. Il Castello e il processo, di kafka. Gli aforismi di Lichtenberg. Il Trattato di Wittgenstein, L'invenzione di Morel, di Bioy Casares. Il satiricon di Petronio. La storia di Roma, di Tito Livio. I pensieri di Pascal.

Va d'accordo con il suo editore?
Abbastanza d'accordo. Heralde e' una persona intelligente e spesso affascinante. Forse a me mi converrebbe di piu' che non fosse così affascinante, Ormai lo conosco da otto anni e, almeno da parte mia, l'affetto non fa che crescere, come dice un bolero. Anche se forse non mi converrebbe amarlo tanto.

Che dice di quelli che pensano che I detective selvaggi e' il grande romanzo messicano contemporaneo?
Che lo dicono per pieta', mi vedono decaduto o svenendo per le piazze pubbliche, e non gli viene in mente niente di meglio che una menzogna pietosa, cosa che per gl ialtri e' la più indicata in questi casi e non e' nemmeno un peccato veniale.

E' vero che e' stato Juan Villoro quello che l'ha convinta a non intitolare "tormente di merda" il romanzo Notturno cileno?
Lui e Heralde

Da chi ascolta più volentieri consigli riguardo la sua opera ?
Io non ascolto consigli da nessuno, nemmeno da un medico. Io do consigli a destra e sinistra ma non ascolto nessuno.

Com' e' Blanes ?
Un paese carino. O una città piccolina, di trentamila abitanti, abbastanza carina. E' stata fondata duemila anni fa, dai romani, e dopo e' passata di qui gente di tutte le parti. Non e' un posto balneare per ricchi ma per proletari. Operai del nord e dell'est. Alcuni si fermano a vivere per sempre. La baia è bellissima.

Le manca qualcosa della sua vita in messico?
La mia gioventù e le interminabili camminate con Mario Santiago

Quale scrittore messicano ammira profondamente?
Molti. Della mia generazione ammiro Sada, il cui progetto di scrittura mi pare il più rischioso, Viloro, Carmen Boullosa, tra i più giovani mi interessa molto quello che fanno Alvaro Enrigue e Mauricio Montiel, o Volpi e Ignacio Padilla. Continuo a leggere Sergio Pitol, che scrive ogni giormo meglio. E Carlos Monsivais, il quale secondo quanto mi ha riferito Villoro, ha paragonato a Pol Pot Taibo 2 o 3 (o 4), cosa che mi sembra una sfida poetica. Pol Pot, è perfetto no? Monsivais conserva le unghia d'acciaio. Mi piace molto anche cio' che fa Sergio González Rodríguez.

C'e' un rimedio per il mondo?
Il mondo e' vivo e a niente di vivo c'è rimedio E questa è la nostra sorte

Ma lei ha qualche speranza, in cosa? In chi ?
Mia cara Maristain, Lei vuole di nuovo trascinarmi nei pascoli della volgarità, che sono i miei pascoli natali. Ho speranza nei bambini. Nei bambini e nei guerrieri. Nei bambini che infastidiscono e scocciano in modo infantile e nei guerrieri che combattono con coraggio. Perchè? Mi rimetto alla lapide di Borges, come direbbe l'inclito Gervasio Montenegro, dell?accademia (come perez Reverte immagini un po' ¡) e non parliamo piu 'di questa questione

Quali sentimenti le fa risvegliare la parola postumo ?
Suona come il nome di un gladiatore romano. Un gladiatore invincibile. O almeno questo vuole credere il povero Postumo per darsi valore

Che pensa di quelli che pensano che lei vincera' il premi Nobel?
Sono sicuro, mia cara Maristain, che non lo vincero', come anche son osicuro che qualche barbone della mia generazione lo vincerà e nemmeno mi menzionerà nel suo discorso di Stoccolma

Quando e' stato piu' felice?
Io sono stato felice quasi tutti i giorni della mia vita, almeno per un piccolo momento, anche nellle circostanze piu' avverse

Che cosa le sarebbe piaciuto essere se non fosse stato scrittore?
Mi sarebbe piaciuto essere un investigatore di omicidi, molto di piu' che scrittore. Di ciò sono assolutamente sicuro. Qualcuno che puo' tornare solo, di notte, nella scena del crimine, e non spaventarsi dei fantasmi. Allora si che sarei impazzito forse, pero' questo, essendo poliziotto, si risolve con un colpo in bocca.

Confessa che ha vissuto?
Beh continuo a vivere, continuo a leggere a scrivere e vedere film. E come disse Arturo Prat ai suicidi della Esmeralda, finche' io vivo questa bandiera non si ammainera'.

mercoledì 23 settembre 2009

il velo perfetto del silenzio


Come il pietoso tramonto annulla
l'impronta del giorno, lascia così
che il mio dolore d'averti perso, Amore,
getti su di me il velo perfetto del silenzio.

Lascia mescolare rovine e naufragi,
nell'immensità d'una sera confortata
dal tuo ricordo, piena di serena armonia,
di pace triste.

Rabindranath Tagore - poesie d'amore, Guanda
(da "petali sulle ceneri" ))



lunedì 21 settembre 2009

voglio tenere sempre la situazione sotto controllo

Trame.....nr. 6

Mi piace fare sesso ma non sono ingenua e voglio tenere sempre la situazione sotto controllo. Con mio marito le cose vanno bene anzi benissimo. Lui è avvocato e guadagna bene. Abbiamo una bella villa due figli che crescono bene e ogni tanto ci facciamo una "scopatina". All'inizio lui era più prestante e lo facevamo anche due volte alla settimana. Poi sempre di meno e io nemmeno mi lamentavo. Lui è stato sempre paziente e premuroso e siamo andati sempre d'accordo. Dopo il matrimonio mi ero licenziata, badavo alla casa e partecipavo a molte iniziative di beneficenza. spesso andavamo a teatro e io potevo sfoggiare la mia eleganza e la mia sensualità. Gli uomini guardavano eccitati ma nemmeno ci provavano. A me questo mi bastava, adoro i complimenti ed essere al centro dell'attenzione. Ho un carattere forte e riesco sempre ad imporre la mia personalità.

Avevo un'amica con la quale mi vedevo spesso. Quando si separò le sue visite si fecero piu' frequenti. Mi raccontava le sue avventure, un uomo dietro l'altro. Diceva che voleva recuperare il tempo perduto e se la spassava tra discoteche viaggi cene e incontri intimi a non finire. Aveva una specie di amante fisso, un tipo anche lui separato ma ufficialmente fidanzato con un'altra. "E' una bomba" diceva, "ci sa proprio fare a letto" e un giorno mi confessò che l'aveva fatto con lui e il suo amico.
Io ascoltavo e sorridevo e dicevo che non ero fatta per queste cose.

Un pomeriggio andammo insieme al caffe' del centro e mentre prendevamo il nostro te si avvicino' un tipo che conosceva: "ciao Stefania che sorpresa! " "ciao Sergio, ti presento la mia amica Carla" "piacere Carla" dico io. Era un tipo dai modi eleganti, non troppo bello, aveva l'aria allegra e la battuta sempre pronta. Non mi fece una grande impressione, anzi mi sembrò pure un po' effeminato diciamo così.

Qualche giorno dopo mi chiamò al cellulare: "ciao sono Sergio, ho chiesto il tuo numero a Stefania come stai ?" mi dice, "ciao" rispondo sorpresa, "sto bene grazie" ma guarda tu che stronza Stefania! lo sa che ci tengo alla mia privacy e ora che vuole questo? pensavo un po' irritata e dopo un po' di silenzio gli dico " beh senti, scusa mi sto preparando per uscire, devo lasciarti" gli dico e chiudo il cellulare. Poi chiamo Stefania e gliene dico quattro:" ma come ti viene in mente? non farlo mai più."

Saranno passati due mesi forse che non ci siamo piu' sentiti. Lo rividi un pomeriggio, mentre camminavo per il corso dopo mi sento chiamare da dietro, mi volto ed era lui. Si voleva scusare, e per farsi perdonare mi invita a prendere un caffè.
Era di Milano ed era stato trasferito da noi per lavoro. Quel giorno parlammo per due ore, mi piaceva la sua compagnia. Ci rivedemmo altre volte e spesso parlavamo di Stefania e delle sue avventure. Lui era sposato e ci teneva alla sua famiglia. Non ricordo come e' successo che ci siamo baciati, so che mi aveva aperto lo sportello dell'auto. La sera prima mentre uscivamo dal caffè lui mi fa strada e per un attimo ho sentito la pressione del suo pene. Una sensazione piena come quando ti svegli e ti accorgi che è primavera. Non facevo altro che pensare a quel suo pene grande e duro premuto contro le mie natiche. Quella notte sognai che lui si scopava Stefania insieme al suo amante e tutti e tre ridevano di me.

Iniziò cosi' una relazione con il milanese. avevamo scelto un albergo discreto. Quando dovevamo vederci, io mi facevo bella e sceglievo con cura gli indumenti, il trucco e i profumi; lui non mi prendeva subito era bravo nei preliminari e alla fine io lo imploravo di penetrarmi con quella sua verga dura e instancabile. Lui aveva molta fantasia, era bravo ed era capace di aspettare tutto il tempo finche' non sentiva i miei gemiti. Una volta mi chiese di depilarmi e si mise a toccarmi con le labbra, solo con le labbra, per un tempo infinito. Un'altra volta ci mettemmo seduti, le mie gambe sopra di lui:mentre lo teneva fermo dentro di me ha tirato fuori due gelati e ci mangiamo i gelati restando fermi e guardandoci negli occhi. Un'altra volta porta un velvet tricot e me lo fa versare mentre mi lecca. Tante altre cose potrei dire ma me le tengo per me.

Una relazione solo di sesso. Lui la sua famiglia e io la mia. Io le piacevo, lo facevo impazzire e lui mi adorava. Ma niente sogni. Io la mia vita lui la sua. Io ci tengo a mio marito e alla mia famiglia. Le cose sono andate avanti per tre anni fino a che lui non e' stato richiamato a Milano. Ora ogni tanto mi vedo con Stefania e parliamo di quei tempi. Ma so che è difficile trovarne un'altro cosi'. Tranne Stefania nessuno sa di questa storia. Ci tengo a mio marito, gli voglio bene e lo rispetto e, se possibile anche di più dopo quella esperienza.
Azulines - trame

domenica 20 settembre 2009

Uomini....pensieri sciolti....

Ti svegli la mattina , guardi il sole, il cielo, gli alberi....
senti il profumo della mattina umida e fresca.....
pensi: si farà vivo oggi?
Ma cosa me ne importa! Che vada a quel paese, anche lui, come gli altri....
Tutto gentile quando chiede.....o e come lo sa chiedere..ma in fondo, dopo che ha avuto il giocattolo tra le mani e ci ha giocato e si è divertito..finito.
Tu, che pensi, dopo l'amplesso mi guarderà e mi farà le coccole, non mi dirà ti amo, questo no, lo so, non è vero, e non lo voglio. Neanch'io lo amo..ma un po' di tenerezza, di dolcezza...e invece..si pulisce e guarda il soffitto e sta zitto lì a pensare...
Ma che ..azzo hanno da pensare gli uomini dopo il sesso?
O guardano il soffitto, o fumano, o si girano...
stronzi!!!!!A quel punto perchè non fanno tutto da soli?

Io vorrei delle carezze...dei baci lievi sul viso e un abbraccio...magari ascoltare musica o leggere qualcosa insieme..ma non vedere i difetti della vernice sul soffitto o quante zanzare ci sono!!!!!
Stronzi

Quetzalina

siccome Hans non arrivava decisi di fare due passi

Trame.....nr. 5

E' successo un pomeriggio d'autunno, forse ottobre o novembre. Avevo un appuntamento con Hans, un brasiliano di origine tedesca che avevo conosciuto per caso a una festa. Io allora studiavo il portoghese e cosi' gli proposi di vederci ogni tanto per fare un po' conversazione: lui mi raccontava sempre della sua intenzione di arrivare a piedi fino a Campostela.
Gia' mi ero bevuto una birra e siccome Hans non arrivava decisi di fare due passi.
Erano abbracciati nell'auto di lui, un certo Valerio T., antipatico e un po' stronzo al lavoro, col quale avevo avevo gia' avuto modo di litigare.
Lei mi vide e rimase come paralizzata. Io allora proseguo con lo sguardo altrove, facendo finta di niente, come se non l'avessi riconosciuta.

Da lei proprio non me l'aspettavo. Al lavoro era riservata e gentile, educata con tutti. Sempre sorridente, non dava l'idea di una che ha l'amante.
Cosi' passarano due anni, ogni tanto ci sentivamo al telefono per lavoro; io non feci mai allusioni a quell'incontro, nemmeno con lo sguardo o dal tono della voce anche se ogni volta che ci incrociavamo sul corridoio, i suoi occhi pareva volessero interrogarmi e tradivano un po' di apprensione. Io di quell'episodio non ne parlai con nessuno e cosi' la relazione clandestina non venne scoperta. In quel tempo lei fece una discreta carriera, da segretaria passò a impegata di seconda e fu trasferita, guarda caso, nell'ufficio di quell'esaltato, sempre fighetto e dall'aria sicura.

Due anni dopo, o forse tre anni meno qualche mese, Isabella C. fu assegnata al mio ufficio.
Azulines - trame

giocavamo alla padrona e la schiava

Trame.....nr. 4


Mi mancava poco per la laurea. a quel tempo stavo con un ragazzo, uno che faceva il meccanico; mi ci trovavo bene. Avevo avuto una lunga storia con uno della mia cerchia di amici, che studiava economia e commercio; andava tutto bene finchè non andò a Londra per uno stage. Al ritorno dopo poche settimane mi ritrovai con la vagina infiammata dalla candida. Non solo mi aveva tradito ma mi aveva pure trasmesso l'infezione il bastardo! "ma io ti amo Sara!" mi diceva il bastardo "e' stata un'avventura da niente" mi ripeteva. Lo lasciai anche se siamo rimasti amici e abbiamo continuato a sentirci e a vederci insieme agli amici del gruppo; e siamo sempre nella stessa lista quando ci mandiamo le mail divertenti, si fa per dire, il piú delle volte sono sceme.

Ogni tanto quando non uscivo e non mi andava di studiare entravo nelle chat, ma mi annoiavo subito; il più delle volte incontri gente sfigata che cerca disperatamente di scopare anzi di illudersi di scopare. Appena entri con un nick femminile subito si avventano: alcuni vanno subito al sodo e ti chiedono se vuoi fare sesso che il cazzo ce l'hanno duro e grosso; altri dicono che vogliono scambiare quattro chiacchiere, "di dove 6" anzi "da dove dgt" ma anche loro vogliono rimorchiare, "quanti anni hai ?" "che fai?" cominciano a chiederti, ma poi vogliono sapere come sei fatta e poi come sei vestita e io me li immagino col pisello in mano mentre ti chiedono sei sei nera o bionda e di che colore sono le mutande; ci sono poi quelli che vanno a caccia di donne sole o trascurate o infelici, di donne frustrate insomma, soprattutto casalinghe, che non hanno nessuno che le ascolti e le capisca, le donne che sognano l'amore. Questa categoria di uomini, in genere timidi e un po' sprovveduti nella vita reale, che non hanno molto successo con le donne, sono capaci di ascoltarti per mesi fino a farti sentire una donna "unica e speciale" e tu pensi e ti illudi di aver trovato l'uomo dei tuoi sogni, sempre gentile e premuroso, che ti ascolta e rispetta il tuo modo di essere, e ti ama e ti "coccola". Questi uomini tessono la loro tela pazienti fino a che non ti portano a letto. Alcuni di loro si innamorano e nasce una relazione virtuale che di solito serve a dimenticare lo squallore, le tristezze, le sofferenze e i problemi della vita reale. Una specie di droga insomma.

Quel giorno ero proprio annoiata e allora ho pensato di fingermi lesbica, beh non proprio lesbica del tutto, così sono uscita dalla chat e sono rientrata di nuovo con il nick "solo_lesbiche". dopo i primi messaggi sfottenti e volgari ricevo un messaggio di una tipa. "Ciao sono Francesca di Roma, ti va di parlare ? " mi scrive e io "si certo, anche tu sei lesbica ?" le chiedo. "no veramente no, non credo, veramente non lo so, alcune volte ho delle strane sensazioni" mi dice.
Era molto educata, colta e si capiva subito che non era un tipo da chat. Ricordo che mi disse era dirigente in una grande azienda, aveva sui 40 anni e non era sposata. Era la prima volta che entrava in una chat, per curiosità visto che gli amici ne parlavano spesso. Era molto colta, amava la lettura e il teatro e non le mancavano le occasioni per uscire con gli uomini.

Mi disse che dove lavorava c'era una ragazza molto carina sotto i trent'anni; a volte la trovava nel guardaroba, aveva un bel seno grande e sodo, dei capelli neri e lunghi, e senza volerlo la guardava di nascosto e si sentiva turbata; una volte mi disse "la faccio venire nel mio ufficio per correggere una pratica, le dico di avvicinarsi per farle vedere le cose da correggere, lei era dietro di me si abbassa e il seno sfiora la mia spalla destra...la cosa mi ha turbato molto e provai quasi vergogna" mi disse "non so, non so se è normale una reazione simile" diceva "ma io, insomma ho sentito qualcosa e senza nemmeno rendermi conto, con la scusa di prendere una pratica allungai il braccio sfiorandole il sesso con il gomito" mi disse e poi mi chiedeva se secondo me la sua era una omosessualità latente che la vergogna e la paura tenevano repressa. "Che bel pasticcio" pensavo io mentre leggevo le frasi che digitava sul monitor, "che ne so io delle lesbiche?".

Non sapevo proprio che fare, cosi' le dissi che non c'era niente di male se era attratta da quella ragazza, che io avevo un fidanzato ma avevo avuto un'esperienza lesbica e che da poco avevo scoperto che mi piacevano anche le donne. Cosi' mi inventai una storia, le raccontai che ero andata in vacanza a Santo Domingo col mio fidanzato e conosciamo una coppia, marito e moglie, anche loro di Roma, molto simpatici e facemmo amicizia. Un giorno che i nostri uomini andarono a fare un'escursione, rimanemmo soli in spiaggia. "Vieni ti metto la crema" dice, e cosi' comincia a massaggiarmi guardandomi intensamente "lo sai che la tua pelle e' morbidissima ?" mi dice e continua ad accarezzarmi "perche' non andiamo in camera e ci facciamo una doccia?" mi dice soridendo ma con un tono autoritario. "Fu cosi' che mi conquisto" le raccontai, "mi ritrovai in ginocchio sotto la doccia con la faccia premuta contro il suo sesso"

E mentre le raccontavo questa storia tutta inventata cercando di essere credibile, lei mi faceva domande e voleva saper cosa si sente, cosa si prova, se una si eccita come quando sta con un uomo e cose cosi' che nemmeno ricordo piu'. Poi le raccontai che lei era molto esperta e ci sapeva fare, e che a Roma continuammo a vederci, e che era come un vizio al quale non sapevo rinunciare e questa Francesca mi chiedeva che facevamo e io gli dicevo che mi faceva leccare i suoi stivali e mi faceva mettere a quattro zampe e mi colpiva il sedere con una specie di mestolo di legno e diceva che ero una cattiva bambina e persino mi sottoponeva al pissing insomma giocavamo alla padrona e la schiava e io naturalmente ero la schiava.

Poi cadde la connessione e allora io non mi ricollegai piu', credo perche' mi sentivo in colpa. Il giorno dopo e per un po' di tempo, continuai a cercarla nella chat ma non rividi piu' il suo nick che nemmeno ricordo piu'. Era molto simpatica e intelligente e m idispiace non averla piu' rivista, per confessarle l'inganno e con la speranza che diventassimo amiche.
Azulines - trame

sabato 19 settembre 2009

ma prima facciamo una passeggiata


Lo so, avrei dovuto dirti che mi ero fermato a mangiare fuori ma la cosa più importante che avevo, quella che sentivo dentro, questo bisogno di dirti, ha fatto passare in secondo piano tutto il resto
ti amo..
io amo te..ti amo
ti porto a cena dove sono stato oggi,
qui vicino, niente mare
qui ti ci porto per mangiare davvero
ma prima facciamo una passeggiata..
ho bisogno di parlarti del mio amore
vorrei che fossero i miei baci a parlarti, le mie mani, le mie carezze..
vorrei parlarti in silenzio col mio sguardo
vorrei farti ascoltare solo il mio cuore,perché solo così potrai capire quanto è grande, immenso, vero il mio amore..
le parole possono essere travisate, falsificate,anche se mi senti sincero..
ma il silenzio non mente mai...
io vorrei solo sussurrare il tuo nome al tuo orecchio,
mentre premo col mio corpo contro il tuo corpo
vorrei sussurrare il tuo nome al tuo orecchio prima di cercare la tua bocca
le tue labbra
ti amo
ti voglio sai?
voglio dissetarmi dalle tue labbra,
da tutte le tue labbra amore mio
ti adoro
sei il mio amore
sei la mia vita
sei tutto..
tutto..
pensieri emozioni sogni
tutto..
sei l'amore…
te lo ripeto..
ti amo
ti adoro
ho bisogno di te
per dare un significato alla mia vita, al mio futuro,al mio presente..
le farfalle,le nostre farfalle..
sogno di vederle sul tuo viso
mentre ti parlo,mentre ti accarezzo,mentre ti bacio..
voglio il tuo corpo, il tuo cuore, la tua anima tra le mie mani,
sulle mie labbra
sei mia.. mi appartieni..
dimmelo sempre che sei mia..
dimmelo ancora..
amore..

ti adoro...
ti amo..
ho bisogno di te piccola mia,ho bisogno della mia bambina
della mia geisha
della mia civetta
della femmina calda sensuale ,appassionata,
senza più falsi pudori
finalmente libera di esprimere ogni sua emozione,ogni sua voglia..
tutte le sue tenerezze..
amo te,ti ho sempre amata
ho sempre saputo che c'eri e che mi stavi aspettando
ti ho sempre cercata
la mia …
che non voleva farsi riconoscere
si vergognava
temeva di non essere capita,di essere fraintesa..
temeva di essere giudicata una poco di buono
io ti voglio così come sei..
ti adoro..
finalmente te stessa, con me
grazie a me
grazie al mio amore,alla mia passione
alla mia voglia di te
ho desiderato conoscere prima la tua mente
il tuo cuore. la tua anima
ti ho messa a nudo prima, molto prima di desiderare realmente il tuo corpo
e poi..
e poi amore,ho avuto bisogno anche del tuo corpo
di conquistarlo
tutto il tuo corpo
si,sulla spiaggia..
con timidezza
con cautela
senza graffiare
con rispetto ma con desiderio
con la complicità della luna
della brezza lieve..
amore c'eravamo solo noi
ci siamo solo noi due..adesso come allora
un'esperienza unica ed irripetibile che si rinnova ogni volta che ricordiamo
ti adoro..ti amo..
se queste parole
ti fanno capire quanto sia immenso il mio amore
conservale insieme alla nostra spiaggia…

ricciolonero

venerdì 18 settembre 2009

che vuoi da me?

Trame.....nr. 3

"che cazzo vuoi" ripeteva come un ritornello a volte si muovevano le labbra e veniva fuori una specie di smorfia; a vederlo mentre camminava sembrava che avesse un tic. Ma che hai? che faccia! ma che t'e' successo?" gli dicevano mentre arrivava in ufficio, scuro in volto, silenzioso e senza salutare. E magari il giorno prima era allegro e faceva battute a non finire e rompeva pure. Antonio era cosi', ve lo dico io che lo conosco bene, non aveva limiti nel bene e nel male; difficile non litigare con lui se gli eri amico. Ma era buono e leale e anche un po' coglione oltre che testone.

"che vuoi da me, sono stufo e non me ne frega piu' un cazzo, io non sono il tuo cane, basta, stop, finito mi hai proprio rotto, non me ne frega niente se non mi chiami piu' io di certo non ti chiamo e nemmeno ti scrivo, hai voglia di scopare? scopi senza farla tanto lunga ma io sono stufo di stare a cuccia, zitto e muto che se ti scrivo non rispondi, a cuccia come un cane aspettando che la padrona c'ha le fregole, che se ti chiamo mi sbatti il telefono in faccia. cazzo, cazzo cazzo, non me frega niente ma chi ti credi d'essere? che stronza ogni volta aspetto come uno scemo 15, 20 e poi trenta e poi quaranta minuti e non arrivi, sempre con questo cazzo di lavoro e mai che mi avvisi ma che cazzo ci vuole, tanto tu non capisci non capirai mai; che vuoi da me? vaffanculo maledetti i cellulari cazzo almeno prima uno se ne stava tranquillo era per strada per i fatti suoi, niente telefonate, nessuna angoscia per sto cavolo che non squilla anzi adesso lo chiudo cosi' se mi cerca non mi trova, e me ne vado in giro, tu dici che io penso solo a quello ma cazzo! mai che mi dici una parola dolce, mai che mi fai una carezza o mi dai un bacio, niente di niente, sempre con quell'aria da padrona che tiene a cuccia il suo cagnolino e il cagnolino che sbava e allora comincio a toccarti, oh come mi piace quando infilo la mano sotto la camicetta!, ma niente baci lo so che palle! e poi se hai la gonna oh dio le tue gambe mi fanno impazzire e subito infilo l'altra mano dietro oh dio come piace il tuo culo, ti piace eh? ti piace se ti tocco, ti piace come ti tocco lo so che ti piace e non ne puoi fare a meno nessuno ti tocca come faccio io, nessuno ti fa gridare e dire parole che non avresti detto mai a nessuno oh angelo mio tu sei la mia puttana solo mia e hai voglia di farti sbattere, come quella volta che eravamo nel bus e non ce la facevi proprio non ce la facevi a resistere e allora hai messo la borsa sopra le gambe e anche l'impermeabile e mi hai preso la mano " e non guardarmi cosi!" mi dicevi, "la gente capisce" e io ti facevo morire, sapevo dove e quanta pressione e il ritmo, io come un direttore d'orchestra conducevo la musica e ti portavo dove volevo io e nessun altro e tu lo sai stronza, cercatene un altro, sono proprio stufo! che vuoi? non lo dicevi sempre che ho un cazzo a misura tua, l'unico tra miliardi di uomini, nessun altro come me lo trovi e lo sai, dio come mi piaci come sei brava con le mani quando me lo accarezzi e lo fai crescere e sai dove toccarmi e quando è ora di stringere come si stringe un gelato, o quando invece fai pressione con l'indice e con il pollice come se fosse un dentifricio e poi rallenti dio come fai a capire quello che bisogna fare proprio in quel momento forse lo capisci dal mio respiro o dalle parolacce che ti dico oh dalle scosse che mi vengono, ma ogni volta ti fai pregare sempre con quell'aria da padrona che si degna di dedicare un po' di tempo al cagnolino! tanto sei fatta cosi' e non cambierai mai e io sono proprio stufo, non ne posso piu' basta e' finita, cos'altro vuoi da me? ".

Cosi' era Antonio che era capace di passare ore e ore a rimuginare e sembrava che stava parlando con qualcuno, sembrava che parlasse al cellulare con l'auricolare e aveva la faccia sfatta, scura e incazzata. Era completamente innamorato di Mariella non ne poteva fare a meno ma era succube dei suoi capricci e delle sue pretese. A volte passavano settimane senza che si sentissero come se fosse tutto finito; ma alla fine lui finiva sempre per chiamare, lei lo trattava male e gliela faceva pagare, tornavano a vedersi ma lei gliela faceva pagare. Ma lui non poteva farne a meno. Anche lei a suo modo non poteva farne a meno.
Azulines - trame