giovedì 31 dicembre 2009

lunedì 28 dicembre 2009

mentre i tuoi gesti aprono fiumi diversi di luce.


Voglio paragonarti soltanto al vento

Voglio paragonarti soltanto al vento
che vola per l’aria e rallegra le foglie,
e dirò che la mia anima nel vento si stende
mentre i tuoi gesti aprono fiumi diversi di luce.

È lo stesso rumore con cui il sole attraversa
soavemente le nuvole e le sfere azzurre
il tuo nome, ed è il nome ch’io do al silenzio
notturno, mentre girano le stelle del cielo
con passi maestosi.

Juan Rodolfo Wilcock

giovedì 17 dicembre 2009

crudelmente amore

Crudelmente, amore,
attraversa l’autunno
nei cui capelli sta l’ultimo fiore,
le tue labbra son fredde di canzoni

poiché, chi di noi due
sarà il primo a trascorrere, a sfiorire?
Il tramonto riluce in superficie
e, crudelmente, cala
verso l’erba
la luna

amore, incedi
nell’autunno
amore, poiché l’ultimo fiore
nei capelli appassisce,
i tuoi capelli sono
freddi di
sogni,
tu sei fragile, amore

ma percorri
l’autunno in lungo e in largo
e sorridi cinereo alle persone
che obliquamente temono
l’inverno.


Traduzione di Cristina Sparagana

E. E. Cummings




martedì 15 dicembre 2009

Paura dei tuoi occhi

Paura dei tuoi occhi,
di quel vertice puro
entro cui batte il pensiero.
paura del tuo sguardo
nascosto velluto d’algebra
col qual mi percorri,
paura delle tue mani
calamite leggere
che chiedono linfa,
paura dei tuoi ginocchi
che premono il mio grembo
e poi ancora paura
sempre sempre paura,
finché il mare sommerse
questa mia debole carne
e io giaccio sfinita
su te che diventi spiaggia
e io che divento onda
che tu percuoti e percuoti
con il tuo remo d’Amore.


Alda Merini



lunedì 14 dicembre 2009

La educación sentimental sólo tiene una divisa: no sufrir


PROSA DEL OTOÑO EN GERONA

"Esto podría ser el infierno para mí." El caleidosco-
pio se mueve con la serenidad y el aburrimiento de
los días. Para ella, al final, no hubo infierno. Sim-
plemente evitó vivir aquí. Las soluciones sencillas
guían nuestros actos. La educación sentimental sólo
tiene una divisa: no sufrir. Aquello que se aparta
puede ser llamado desierto, roca con apariencia de
hombre, el pensador tectónico.

 Tres -

PROSA DELL'AUTUNNO A GERONA

"Questo potrebbe essere l'inferno per me." Il caleidosco-
pio si muove con la serenità e la monotonoia dei
giorni. Per lei, alla fine, non ci fu inferno. Sem-
plicemente evitó di vivere quí. Le soluzioni semplici
guidano i nostri atti. L'educazione sentimentale ha solo 
un abito: non soffrire. Quello che si apparta
può essere chiamato deserto, roccia con apparenza di 
uomo, il pensatore tettonico.

da Tres -

    Roberto Bolaño  

(citate da A.Neuman

su archivio Bolano

mercoledì 9 dicembre 2009

Mentre piove sull'oscura strada


Esperas que desaparezca la angustia
Mientras llueve sobre la extraña carretera
En donde te encuentras

Lluvia: sólo espero
Que desaparezca la angustia
Estoy poniendo todo de mi parte



Aspetta che scompaia l'angoscia
Mentre piove sull'oscura strada
Dove ti trovi

Pioggia: aspetto solo
che scompaia l'angoscia
Ce la sto mettendo tutta da parte mia


Roberto Bolaño

n.b. traduzione mia  non proprio all'altezza

---> archivio Bolaño 

lunedì 7 dicembre 2009

..Flash..

Mamma…...ma sono stata buona??..pensi che Babbo Natale mi porterà la bambola che gli ho chiesto?
-sei stata buona tesoro..ma ..Babbo Natale..ha tanto da fare lo sai..e deve anche riparare il vetro rotto della finestra di camera..oramai sono mesi che è tenuto assieme dallo scotch..e pure il tetto..non possiamo andare avanti con bacinelle ovunque quando piove..

-Era bella la bambola che gli avevo chiesto ....bionda..con gli occhi che si chiudono..ed un vestitino azzurro ….e se me la portasse la befana?’

-Amore..la befana..ti porta un bel golfino..così sarai la bambina più carina della scuola..

-Buonanotte Mamma..

http://www.paroledautore.net/fiabe/images/vassilissa2.jpg

giovedì 3 dicembre 2009

Se bevo la tua linfa



Quartine erotiche


Se bevo la tua linfa amore mio
un moto ondoso si sviluppa dentro
e sulla via lattea rifulgente
continuo nell'orgasmo fino a dio

Assunta Finiguerra

Cambiano solo i mezzi usati, parole al posto di note.


Il libro Stella distante link interno l’ho visto nella libreria di un "anobiano" [iscritto al sito anobii link esterno ] e il titolo mi ha colpito, poi dopo pochi giorni mentre cercavo testi in libreria, gli occhi si sono posati sul reparto della Sellerio e Stella distante è comparso subito, come un richiamo in mezzo a una selva di titoli.

  E’ stato dunque in libreria che Stella distante di Roberto Bolaño, mi ha raggiunto fisicamente. In realtà l’incontro è avvenuto prima e ho compreso, sempre più convinta, che avevo bisogno di quella scrittura, avevo bisogno di leggere questo. Il primo contatto è stato sonoro e percettivo, sensazioni immediate e poco razionalizzabili, intense, intriganti, senza filtri. Bolaño, senti come suona?

  Stella distante perché? Stella distante cos’è? Una stella è distante, immensamente distante, la sua luce arriva intermittente ai nostri occhi, una misera eco della sua morte, una pulsazione luminosa, variabile,intoccabile: un mistero.

  Così ho iniziato a leggere il mio primo Bolaño, senza capire esattamente dove stavo andando, senza preconcetti, semplicemente lasciandomi andare al rotolare delle frasi, a una musicalità epidermica che mi coinvolgeva sempre più. Qualche ora in uno spazio siderale che improvvisamente deviava in un’agghiacciante realtà. Finissima scelta delle assonanze e stridenti dissonanze. Piani in continuo scivolamento e cambiamento, continui scarti emotivi. Eventi reali sezionati e fatti scorrere come i fotogrammi di un film. L’immaginazione sonora, quella visiva, quella percettiva, quella emotiva, in espansione e in movimento, in cambiamento ritmico e costante.

  A tratti, nel leggere lo sguardo accelerava, seguendo l’avvicendarsi della scrittura. In altri momenti il ritmo era meditabondo e lento, ma non per questo ho avvertito dispersione nel mio coinvolgimento. Credo dipenda dal fatto che la figura del protagonista, malgrado le sparizioni e le apparizioni, il proporsi con mutevoli facce e l’impossibilità o l’impotenza di collocarlo, rappresenti comunque un perno ideale che sostiene e al quale la scrittura può appoggiarsi. La scrittura è musicale ma lo è anche la struttura. Cambiano solo i mezzi usati, parole al posto di note. Ho terminato stella distante in poche ore, ci sono voluti giorni per metabolizzare un’onda densa e, anche se è passato un po’ di tempo, rimane una parte in penombra, quasi fosse occulta, come se oltre un certo limite fosse impossibile proseguire. Quando ho terminato non ho sentito una soddisfazione obesa, come capita a volte, era un distillato di soddisfazione, fra le mani qualcosa di prezioso senza incrinature senza fragilità, velato da una nuance malinconica e inesprimibile.

  Poco dopo, ho letto 2666 link interno nell’edizione Adelphi completa nei cinque movimenti, ritrovandomi immersa nell’amplificazione di tutto quello che avevo provato. Una sorta di sinfonia corale, dalla stella mi sono ritrovata nel mezzo dell’universo e nelle profondità di un abisso. Stesse sensazioni amplificate e raffinate così come la malinconia che mi riportava, quasi senza accorgermene, a una parte delle mie radici familiari, semisconosciute, ma ben presenti nei racconti della mia bisavola quando raccontava di sua madre. Vite distanti, gocce distillate che scorrono anche nelle mie vene. Un incontro fatale.

  Sandra scurani -> archivio Roberto Bolaño link esterno

NOTE:
Sandra Scurani è musicista, pianista diplomata al conservatorio. Suona in duo pianistico e insegna. E' un'appassionata lettrice e su Anobi si può visitare la sua libreria link esterno

questo è il mio sguardo quando chiedo una cortesia ai cari amici e non solo...

mercoledì 2 dicembre 2009

la prima volta che lo vidi

La prima volta
che lo vidi
fu quasi troppo!

Troppo
di tutto.

Mi figuravo
una figura
forte
ma non arrogante.

La prima volta
che lo vidi
mi spaventai!

Mi fece paura
quella sua maestosità.

Quella bocca
semi aperta .

Quella fame
bramosa.

Quell'impeto
inarrestabile.

La prima volta
che lo vidi...
la mia bocca si aprì..

e lo inghiottì
e lo gustò....

Quetzalina


martedì 1 dicembre 2009

spleen

Guarda il cielo:
come il tuo cuore.

Mostri lo abitano,
neri e foschi,
grigi e oscuri.

Quell'ombra rincorre l'altra
sembra soccombere..
si abbracciano e cadono.

Guarda il cielo,
grigio e nebbioso
come il tuo cuore.

Quetzalina