Ogni mattina il mio stelo vorrebbe levarsi nel vento
soffiato ebrietudine di vita,
ma qualcosa lo tiene a terra,
una lunga pesante catena d'angoscia
che non si dissolve.
Allora mi alzo dal letto
e cerco un riquadro di vento
e trovo uno scacco di sole
entro il quale poggio i piedi nudi
Di questa grazia segreta
Dopo non avrò memoria
Perchè anche la malattia ha un senso,
una dismisura di passo,
anche la malattia è nutrice di vita
.
Ecco sto qui in ginocchio
aspettando che un angelo mi sfiori
leggermente con grazia,
e intanto accarezzo i miei piedi pallidi
con le dita vogliose d'amore.
(da "la terra santa" di Alda Merini)
venerdì 17 luglio 2009
ogni mattina
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