-quello squarcio di orgoglio e audacia-
e poi la sua bocca ben disegnata
e gli occhi che parlavano un'antica lingua
che capivo così bene.
Ma non mi fermai lì,
perchè gli occhi di un uomo,
inebriatii di una cosa bella,
ne bramano altre.
A forza di guardarle
il volto e le dita,
le guardai le mani.
A forza di guardarle le mani,
mi spostai sulle braccia e
sulle spalle e sul corpo.
Mentre la fissavo pensavo al miele,
al miele e al latte
che sono l'essenza di Israele.

Nessun commento:
Posta un commento