Mi mancava poco per la laurea. a quel tempo stavo con un ragazzo, uno che faceva il meccanico; mi ci trovavo bene. Avevo avuto una lunga storia con uno della mia cerchia di amici, che studiava economia e commercio; andava tutto bene finchè non andò a Londra per uno stage. Al ritorno dopo poche settimane mi ritrovai con la vagina infiammata dalla candida. Non solo mi aveva tradito ma mi aveva pure trasmesso l'infezione il bastardo! "ma io ti amo Sara!" mi diceva il bastardo "e' stata un'avventura da niente" mi ripeteva. Lo lasciai anche se siamo rimasti amici e abbiamo continuato a sentirci e a vederci insieme agli amici del gruppo; e siamo sempre nella stessa lista quando ci mandiamo le mail divertenti, si fa per dire, il piú delle volte sono sceme.
Ogni tanto quando non uscivo e non mi andava di studiare entravo nelle chat, ma mi annoiavo subito; il più delle volte incontri gente sfigata che cerca disperatamente di scopare anzi di illudersi di scopare. Appena entri con un nick femminile subito si avventano: alcuni vanno subito al sodo e ti chiedono se vuoi fare sesso che il cazzo ce l'hanno duro e grosso; altri dicono che vogliono scambiare quattro chiacchiere, "di dove 6" anzi "da dove dgt" ma anche loro vogliono rimorchiare, "quanti anni hai ?" "che fai?" cominciano a chiederti, ma poi vogliono sapere come sei fatta e poi come sei vestita e io me li immagino col pisello in mano mentre ti chiedono sei sei nera o bionda e di che colore sono le mutande; ci sono poi quelli che vanno a caccia di donne sole o trascurate o infelici, di donne frustrate insomma, soprattutto casalinghe, che non hanno nessuno che le ascolti e le capisca, le donne che sognano l'amore. Questa categoria di uomini, in genere timidi e un po' sprovveduti nella vita reale, che non hanno molto successo con le donne, sono capaci di ascoltarti per mesi fino a farti sentire una donna "unica e speciale" e tu pensi e ti illudi di aver trovato l'uomo dei tuoi sogni, sempre gentile e premuroso, che ti ascolta e rispetta il tuo modo di essere, e ti ama e ti "coccola". Questi uomini tessono la loro tela pazienti fino a che non ti portano a letto. Alcuni di loro si innamorano e nasce una relazione virtuale che di solito serve a dimenticare lo squallore, le tristezze, le sofferenze e i problemi della vita reale. Una specie di droga insomma.
Quel giorno ero proprio annoiata e allora ho pensato di fingermi lesbica, beh non proprio lesbica del tutto, così sono uscita dalla chat e sono rientrata di nuovo con il nick "solo_lesbiche". dopo i primi messaggi sfottenti e volgari ricevo un messaggio di una tipa. "Ciao sono Francesca di Roma, ti va di parlare ? " mi scrive e io "si certo, anche tu sei lesbica ?" le chiedo. "no veramente no, non credo, veramente non lo so, alcune volte ho delle strane sensazioni" mi dice.
Era molto educata, colta e si capiva subito che non era un tipo da chat. Ricordo che mi disse era dirigente in una grande azienda, aveva sui 40 anni e non era sposata. Era la prima volta che entrava in una chat, per curiosità visto che gli amici ne parlavano spesso. Era molto colta, amava la lettura e il teatro e non le mancavano le occasioni per uscire con gli uomini.
Mi disse che dove lavorava c'era una ragazza molto carina sotto i trent'anni; a volte la trovava nel guardaroba, aveva un bel seno grande e sodo, dei capelli neri e lunghi, e senza volerlo la guardava di nascosto e si sentiva turbata; una volte mi disse "la faccio venire nel mio ufficio per correggere una pratica, le dico di avvicinarsi per farle vedere le cose da correggere, lei era dietro di me si abbassa e il seno sfiora la mia spalla destra...la cosa mi ha turbato molto e provai quasi vergogna" mi disse "non so, non so se è normale una reazione simile" diceva "ma io, insomma ho sentito qualcosa e senza nemmeno rendermi conto, con la scusa di prendere una pratica allungai il braccio sfiorandole il sesso con il gomito" mi disse e poi mi chiedeva se secondo me la sua era una omosessualità latente che la vergogna e la paura tenevano repressa. "Che bel pasticcio" pensavo io mentre leggevo le frasi che digitava sul monitor, "che ne so io delle lesbiche?".
Non sapevo proprio che fare, cosi' le dissi che non c'era niente di male se era attratta da quella ragazza, che io avevo un fidanzato ma avevo avuto un'esperienza lesbica e che da poco avevo scoperto che mi piacevano anche le donne. Cosi' mi inventai una storia, le raccontai che ero andata in vacanza a Santo Domingo col mio fidanzato e conosciamo una coppia, marito e moglie, anche loro di Roma, molto simpatici e facemmo amicizia. Un giorno che i nostri uomini andarono a fare un'escursione, rimanemmo soli in spiaggia. "Vieni ti metto la crema" dice, e cosi' comincia a massaggiarmi guardandomi intensamente "lo sai che la tua pelle e' morbidissima ?" mi dice e continua ad accarezzarmi "perche' non andiamo in camera e ci facciamo una doccia?" mi dice soridendo ma con un tono autoritario. "Fu cosi' che mi conquisto" le raccontai, "mi ritrovai in ginocchio sotto la doccia con la faccia premuta contro il suo sesso"
E mentre le raccontavo questa storia tutta inventata cercando di essere credibile, lei mi faceva domande e voleva saper cosa si sente, cosa si prova, se una si eccita come quando sta con un uomo e cose cosi' che nemmeno ricordo piu'. Poi le raccontai che lei era molto esperta e ci sapeva fare, e che a Roma continuammo a vederci, e che era come un vizio al quale non sapevo rinunciare e questa Francesca mi chiedeva che facevamo e io gli dicevo che mi faceva leccare i suoi stivali e mi faceva mettere a quattro zampe e mi colpiva il sedere con una specie di mestolo di legno e diceva che ero una cattiva bambina e persino mi sottoponeva al pissing insomma giocavamo alla padrona e la schiava e io naturalmente ero la schiava.
Poi cadde la connessione e allora io non mi ricollegai piu', credo perche' mi sentivo in colpa. Il giorno dopo e per un po' di tempo, continuai a cercarla nella chat ma non rividi piu' il suo nick che nemmeno ricordo piu'. Era molto simpatica e intelligente e m idispiace non averla piu' rivista, per confessarle l'inganno e con la speranza che diventassimo amiche. Azulines - trame
domenica 20 settembre 2009
giocavamo alla padrona e la schiava
Trame.....nr. 4
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