mercoledì 30 settembre 2009

nessuno avrebbe capito la mia lingua

Trame.....nr. 7


Non so nemmeno se c'e' un vero inizio, un momento in cui tutto comincio', e comunque io non lo conosco, non saprei nemmeno dire se fu lei la causa di questa storia (ammesso che di una storia si tratti, voglio dire una storia vera, una successione di fatti concreti: ho scarsa memoria e non sono bravo a separare i fatti dalle intenzioni e i sogni dai desideri e cio' che e' stato da cio' che ho solo immaginato o da cio' che ricordo) o se invece lei e' stata solo un pretesto, lei o un'altra non avrebbe cambiato le cose, di sicuro non avrebbe cambiato il mio comportamento e i miei sentimenti: aspettavo solo il momento giusto e la persona giusta per mettere in scena le sequenze del sentimento amoroso:
SGUARDO
TRASFIGURAZIONE
RAPIMENTO
ANNULLAMENTO
TRADIMENTO
ABBANDONO

e l'ordine logico delle sequenze non e' detto che coincida con quello temporale. Per esempio la prima volta che la vidi già l'avevo immaginata da tempo anche se di lei sapevo ben poco. E prima ancora di sfiorare la sua mano e i capelli e poi le sue labbra, l'avevo già vista tutta o quasi tutta. Quando conobbi il suo volto non è detto che vedevo lei, magari era solo un riflesso di come l'avevo immaginata. Ora che ci penso ricordo che decantavo i suoi occhi, neri e lucenti e profondi, che rendevano il suo volto ancora piu' bello, un volto che infondeva una luce di allegria tutto intorno, anche se, a guardarlo bene quel volto nascondeva il dolore, un dolore accumulato, il volto di una bambina che si sente rifiutata e si nasconde dietro la porta o sotto il letto, ansiosa di ricevere una carezza, e aspetta piangendo la sua carezza e, mentre aspetta , trattiene le lacrime di paura e rancore e con ansia cerca quel piacere. Te ne accorgevi dal suo sguardo un po vago e sfuggente.

E' un canovaccio classico ma noi amiamo pensare "che questa volta è diverso, tu sei la donna della mia vita, E NON RIESCO A IMMAGINARE IL MONDO SENZA DI TE, figuriamoci cosa sarebbe la mia vita senza di te, ti amo, tu sei presente anche quando sei lontana e io ti sto vicino anche qaundo sei distante. Ti amo amore mio e ti faccio dono di me e sono felice di questro amore e di questo bene che ti voglio" e potrei continuare per altre 3 pagine ( alcuni ne scrivono 300 e anche di più ). Io sapevo che non sarebbe durata ma come un condannato scavavo la mia fossa prima di ricevere il colpo di grazia.

Non so veramente quando sia finita ma certo non e' stata una fine gradevole. Percio' io non ho niente da dire, direi solo delel banalità, e' finita, sia quello che sia cio' che e' stato e cio' che non e' stato anche se poteva essere. Ma anche se avessi voluto raccontare questa vicenda sentimentale nessuno avrebbe capito la mia lingua, perche' tutto questo l'ho pensato durante il sogno di questa notte, ma non all'inizio quasi verso la fine quando mi trovavo in un accampamento di talebani e non appena ho riconosiuto i suoi occhi ( e questa forse e' una prova che i suoi occhi erano particolarmente espressivi, se non belli per gli altri, per me si. Lei era insieme a tutte le donne di quella specie di accampamento vestita con il famoso burqa che a causa di una guerra che dura ormai da 40 anni e a milioni di morti, noi bianchi e cristiani abbiamo imparato a conoscere (quanto sono i morti di fame e di miseria, di guerra e di violenza che ogni giorno si contano e che noi non conosciamo ?). Ma io la riconobbi dagli occhi che era l'unica cosa che si poteva vedere e nemmeno bene. Ricordo che pensai tutte queste cose, ricordo che i suoi occhi mi guardavano ma non ricordo se finsi di non riconoscerla, non ricordo altro del sogno, solo che mi trovavo in un deserto ma che non avevo sete ne' fame ne freddo (era di notte e si dice che di notte il deserto è freddo). C'era silenzio ma io scoltavo qualcuno che mi parlava anche se non capivo da dove provenissero le voci, finche' non venni catturato dai talebani.
Azulines - trame

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