venerdì 18 settembre 2009

che vuoi da me?

Trame.....nr. 3

"che cazzo vuoi" ripeteva come un ritornello a volte si muovevano le labbra e veniva fuori una specie di smorfia; a vederlo mentre camminava sembrava che avesse un tic. Ma che hai? che faccia! ma che t'e' successo?" gli dicevano mentre arrivava in ufficio, scuro in volto, silenzioso e senza salutare. E magari il giorno prima era allegro e faceva battute a non finire e rompeva pure. Antonio era cosi', ve lo dico io che lo conosco bene, non aveva limiti nel bene e nel male; difficile non litigare con lui se gli eri amico. Ma era buono e leale e anche un po' coglione oltre che testone.

"che vuoi da me, sono stufo e non me ne frega piu' un cazzo, io non sono il tuo cane, basta, stop, finito mi hai proprio rotto, non me ne frega niente se non mi chiami piu' io di certo non ti chiamo e nemmeno ti scrivo, hai voglia di scopare? scopi senza farla tanto lunga ma io sono stufo di stare a cuccia, zitto e muto che se ti scrivo non rispondi, a cuccia come un cane aspettando che la padrona c'ha le fregole, che se ti chiamo mi sbatti il telefono in faccia. cazzo, cazzo cazzo, non me frega niente ma chi ti credi d'essere? che stronza ogni volta aspetto come uno scemo 15, 20 e poi trenta e poi quaranta minuti e non arrivi, sempre con questo cazzo di lavoro e mai che mi avvisi ma che cazzo ci vuole, tanto tu non capisci non capirai mai; che vuoi da me? vaffanculo maledetti i cellulari cazzo almeno prima uno se ne stava tranquillo era per strada per i fatti suoi, niente telefonate, nessuna angoscia per sto cavolo che non squilla anzi adesso lo chiudo cosi' se mi cerca non mi trova, e me ne vado in giro, tu dici che io penso solo a quello ma cazzo! mai che mi dici una parola dolce, mai che mi fai una carezza o mi dai un bacio, niente di niente, sempre con quell'aria da padrona che tiene a cuccia il suo cagnolino e il cagnolino che sbava e allora comincio a toccarti, oh come mi piace quando infilo la mano sotto la camicetta!, ma niente baci lo so che palle! e poi se hai la gonna oh dio le tue gambe mi fanno impazzire e subito infilo l'altra mano dietro oh dio come piace il tuo culo, ti piace eh? ti piace se ti tocco, ti piace come ti tocco lo so che ti piace e non ne puoi fare a meno nessuno ti tocca come faccio io, nessuno ti fa gridare e dire parole che non avresti detto mai a nessuno oh angelo mio tu sei la mia puttana solo mia e hai voglia di farti sbattere, come quella volta che eravamo nel bus e non ce la facevi proprio non ce la facevi a resistere e allora hai messo la borsa sopra le gambe e anche l'impermeabile e mi hai preso la mano " e non guardarmi cosi!" mi dicevi, "la gente capisce" e io ti facevo morire, sapevo dove e quanta pressione e il ritmo, io come un direttore d'orchestra conducevo la musica e ti portavo dove volevo io e nessun altro e tu lo sai stronza, cercatene un altro, sono proprio stufo! che vuoi? non lo dicevi sempre che ho un cazzo a misura tua, l'unico tra miliardi di uomini, nessun altro come me lo trovi e lo sai, dio come mi piaci come sei brava con le mani quando me lo accarezzi e lo fai crescere e sai dove toccarmi e quando è ora di stringere come si stringe un gelato, o quando invece fai pressione con l'indice e con il pollice come se fosse un dentifricio e poi rallenti dio come fai a capire quello che bisogna fare proprio in quel momento forse lo capisci dal mio respiro o dalle parolacce che ti dico oh dalle scosse che mi vengono, ma ogni volta ti fai pregare sempre con quell'aria da padrona che si degna di dedicare un po' di tempo al cagnolino! tanto sei fatta cosi' e non cambierai mai e io sono proprio stufo, non ne posso piu' basta e' finita, cos'altro vuoi da me? ".

Cosi' era Antonio che era capace di passare ore e ore a rimuginare e sembrava che stava parlando con qualcuno, sembrava che parlasse al cellulare con l'auricolare e aveva la faccia sfatta, scura e incazzata. Era completamente innamorato di Mariella non ne poteva fare a meno ma era succube dei suoi capricci e delle sue pretese. A volte passavano settimane senza che si sentissero come se fosse tutto finito; ma alla fine lui finiva sempre per chiamare, lei lo trattava male e gliela faceva pagare, tornavano a vedersi ma lei gliela faceva pagare. Ma lui non poteva farne a meno. Anche lei a suo modo non poteva farne a meno.
Azulines - trame

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