C'era. Quella notte ,c'era. La porta si aprì dolcemente, il cane si affacciò sul terrapieno, venne ad odorarmi, a scodinzolare tra le mie gambe e sembrò riconoscermi. Italia era lì, davanti a me, la mano bianchissima ferma sulla porta. La spinsi dentro con il mio corpo. Forse stava già dormendo perchè la sua bocca era più forte del solito. Mi piacque. Le catturai i capelli, la costrinsi a piegare il collo, ad abbassarsi. Mi strofinai il suo viso contro lo stomaco. Lì, dove il pensiero di lei mi faceva male. Curami, curami.....Mi chinai e le passai la bocca su tutto il viso. Le spinsi la lingua nei buchi del naso, nel sale degli occhi........
Mi avvicinai, le presi un ciuffo di capelli, le scossi la testa, intanto le infilavo i soldi nella mano. Indugiai su quella mano priva di forza, gliela strinsi sotto la mia per costringerla. Lei accettò, come si accetta il dolore. Dovevo andarmene, non potevo riacchiappare me stesso davanti a lei. Sarebbe stato sconveniente, come guardare indietro i propri escrementi.
(pp.88-89) Margareth Mazzantini - Non ti Muovere
venerdì 16 ottobre 2009
Non ti muovere- M.Mazzantini
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Mazzantini M.,
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