C'era una luce speciale nei suoi occhi che scivolava sotto la pelle del viso, imprigionato da un alone fragile, intimissimo. Mi sembrò che fosse diventata di colpo triste. Seguii quella tristezza nel sentiero nero del collo in ombra, fino a raggiungere le costole dove si staccano o seni. Lei se ne accorse, afferrò la spugna dell'accappatoio e si serrò il petto.
Ora lei era in luce. In quella poca luce di candela, mi guardava mangiare.
A braccia conserte come un amore nella notte.
(pp.93)Margareth Mazzantini - Non ti Muovere

domenica 18 ottobre 2009
M.Mazzantini-Non ti muovere
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M.Mazzantini,
tenerezza
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