cara, o forse non più cara,
e non sai come mi prende la nostalgia e la voglia di te quando immagino il tuo desiderio, i tuoi occhi voraci e perduti, i gemiti e le grida e le parole sconnesse in quei momenti, pochi, in cui ti lasci andare e sei la mia adorata e solo mia, il mio angelo e la mia puttana, mia e tutta, completamente e perdutamente mia.
O forse chissà non lo sei mai stata.
E non so se e' gia' avvenuto o mai succederà perchè "e' difficile separare la memoria dalla finzione", e le storie d'amore si nutrono di fantasie e non riusciamo mai a distinguere cio' abbiamo vissuto da cio' abbiamo immaginato o sperato o preteso o temuto.
Cosi' a volte ti penso, non molto spesso e nemmeno regolarmente, anche se il tuo volto e' sfocato e solo riesco a ricordare dei frammenti del tuo corpo e delle tue parole, delle tue omissioni e dei tuoi silenzi, di cio' che dicevi e facevi e anche di cio' che tacevi e nascondevi volontariamente o no; e lo stesso vale per me anche se non ci piace ricordare cio' che abbiamo detto e promesso e taciuto e nascosto, con convinzione e a fin di bene, o quasi sempre per puro interesse e convenienza, o forse solo per paura o pigrizia o vilta'.
Ci sono momenti, pochi e illusori, in cui crediamo di avere l'illuminazione definitiva, e tutto sembra chiaro e ogni cosa trova il suo giusto posto; altre volte invece la nostra mente e' confusa pensando a cio' che e' stato e poteva essere a cio' che non e' successo e sarebbe invece dovuto o avrebbe potuto o meglio ancora avremmo voluto che succedesse.
Perche' anche quando siamo sinceri a volte non diciamo la verita' che viene nascota persino a noi stessi e stiamo vivendo nell'inganno.
(...) a volte esprimere la realta' cosi' come e' ci spinge a non essere sinceri....
La sincerita (...) non si rivela nei momenti di perfezione e destrezza,
ma al contrario in un momento di lapsus, errore, indisposizione e patetica debolezza Orhan Pamuk, Il mio nome è rosso, Einaudi ed

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