lunedì 11 gennaio 2010

sono il sacro tempio profanato da un'orda barbarica

Trame.....nr.  12


Sei sempre cosi' fredda e irritata, non si capisce mai che cosa ti prende. Non fai in tempo ad arrivare che già sei incazzata,  che i film non ti piacciono, io che non rispondo mai al cell e ormai e' tardi per andare da un'altra parte e la colpa è mia che non so scegliere un film decente.  Di darmi un bacio non ti sfiora il cervello o di farmi un sorriso o di dirmi una mezza tenera parola. Se ci vediamo è per stare insieme, e se andiamo al cinema non è certo per guardare il film. Eppure l'ultima volta ti contorcevi come un'anguilla finchè non mi hai detto che eri stufa del film e siamo andati via, ti ho spinta all'angolo e nel buio hai perso ogni controllo e ogni vergogna. eri completamente nelle mie mani, eri in ginocchio senza volontà..fortuna che riesco sempre a non andare oltre il limite. E' eccitante  finchè sei in grado di valutare i pericoli cui vai incontro e riesci a fermarti in tempo. Quando ti sciogli non si sa perchè ne come, chissà  che cosa mai riesce ad allentare i tuoi freni inibitori. Insomma ti sciogli come un gelato al pistacchio, i tuoi occhi sono dei buchi neri che assorbono persino i miei gemiti, e le parole che ti dico, e il sudore e il respiro, sono la caverna che accoglie le bestie feroci, sono perduti in un luogo senza direzione sono il sacro tempio profanato da un'orda barbarica.
Così tanto per chiarire che oggi non e' proprio giornata, ti sei messa in testa di girare per i negozi, che palle! che guardi e riguardi e non ti sta bene mai niente, niente che attira la tua attenzione. Finchè io mi rompo e aspetto fuori. Ma tu non esci, oppure sei uscita e per dispetto te ne sei andata lasciandomi come uno scemo ad aspettare, che fa pure freddo. Il cell (il tuo, non il mio, ti strozzerei a volte!) è chiuso, oggi è più incazzata del solito, mi convinco, meglio evitare, se non risponde allora me ne vado che mi sono proprio stufato. Ma poi invece entro a cercarti e vedo la tua mano che cerca di afferrare la gonna nera mentre l'altra trattiene la tendina, che già sei in reggiseno e ti vedono tutti. la prima te la sei provata senza nemmeno sfilarti i pantaloni tanto non ti piaceva.
Mi avvicino e ti guardo mentre ti abbassi i pantaloni. Mi chiudi in faccia la tenda col muso cattivo e guai se rompo. Che stronza che sei, oggi sei proprio intrattabile hai deciso di punirmi. Così la scosto appena e sbircio i tuoi fianchi, le tue gambe e il tuo sedere che mi manda in frantumi il cervello. Oh Dio per un attimo vorrei essere una bestia feroce, un bruto che si prende la sua carne senza stare li a preambolare. Entro dentro e ti vengo addosso e ti lascio senza respiro col sangue che evapora dagli occhi, dalle mani e trasforma il mio coso in un ferro bollente, lo senti? lo senti come brucia? è una lama di fuoco che ti trafigge impietosa, si che lo senti e ne hai bisogno, so io quanto ne hai bisogno....! oh...cavolo me ne sto' buono, come sempre me ne sto' buono, e mi accontento di seguire i tuoi fianchi mentre ti abbassi per slacciare gli stivali e il seno destro fuoriesce imponente e il capezzolo è una lancia che svetta, pronta per la battaglia. Ma prima o poi mi prendo ciò che è mio e me lo prendo con la forza  e più mi respingi e mi resisti piu' più avrò piacere di tenerti stretta con la forza fino a farti male impietosamente.

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