lunedì 11 gennaio 2010

quella cosa, che tanto ti fa sbavare e ti trasforma in una specie di bestia,


Trame.....nr.  11

Ti ho detto che non tollero che mi guardi mentre mi provo questa gonna di lana. Lo trovo volgare e sconveniente. In realtà muoio dalla voglia di essere guardata stupido!

Scosta la tendina ma fallo in modo che io possa far finta di non accorgermi mentre osservi i pantaloni che scendono giu' e io mi volto per darti la scusa che tanto non miaccorgo e ti offro il mio sedere che so che ti piace, e ti fa impazzire la sola idea di scardinare l'inaccessibile porta, il canale mai navigato. 

A volte ci penso, mi piace immaginare che mi prendi con forza, come un ariete sfondi l'ultima porta a baluardo del castello. Di solito succede che mi prendi alla sprovvista, in quei momenti in cui nessuno  metterebbe in dubbio che una donna e' piu' vulnerabile e indifesa.
Invitami a cena gran pezzo di scemo e fammi bere quanto basta perche' cadano le inibizioni e si affievolisca ogni mia resistenza, non importa se per vero o per finta, nessuno di noi due mai dovra' avere il minimo sospetto che  riceverti impetuoso e violento spinta in avanti con movimenti veloci e decisi e piegata quanto basta con la gonna alzata, senza le mutandine che mi hai fatto togliere tra il secondo e il dessert guardandomi con gli occhi liquefatti, quegli occhi da pazzo allucinato che fai quando il sangue si spande sul tuo volto... sia stato un atto di volonta, o un dono del mio cuore o l'appagamento di un desiderio. Perche' capita che proviamo un senso profondo di repulsione, verso certi atti repellenti e insulsi, e tu sai bene quanto mi fa schifo il solo       pensiero di quella cosa, che tanto ti fa sbavare e ti trasforma in una specie di bestia, ma l'essere costrette a farlo contro la nostra volontà se capita può essere una buona cosa per il benessere del nostro corpo e della nostra anima. Ma la sola idea che possa dopo sentirmi in colpa no, piuttosto mi faccio monaca.

Sento i tuoi occhi addosso attraverso la tendina, ed e' per questo che ci metto un secolo a sfilarmi  gli stivali e mi metto di traverso perche' tu possa consumarti il cervello fisso sul mio seno destro che, se fossi un po' scaltro ti renderesti conto che è turgido e il capezzolo e' duro come un obelisco, bestione che non sei altro, e se ora tu entri dentro forse ti darei uno schaiffo e ti intimerei di uscire subito e ti lancerei uno sguardo di rabbia, ma se tu insisti rapido e sicuro credo proprio che non mi fermerei, di non so fino a che punto non so proprio fino a dove arriverei. Ma mi devo accontentare di questa vampata di calore che sento arrivare dalla tua cintola................... 

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