Trame.....nr. 8
Sono stanca,spossata e svuotata. Come se avessi camminato per tutto il giorno. Ho i muscoli rilassati, sono immobile sul mio letto e non ho voglia di muovermi ne' ho voglia di sgridare i ragazzi che rivoltano il salotto. A dire il vero non sono presente. sono come le pelle che un serpente ha appena abbandonato. E ti guardo dal soffito dove puntano i tuoi occhi. ti guardo e sento quella sensazione di vago malessere che avverti ora per via delle immagini che i ricordi spingono in superficie e fanno affiorare nella tua mente. Ma non sono pazza solo perche' nelle ultime settimane osservo e cerco di capire ogni volta che mi prende l'inquietudine. Tutto va bene ma senti che c'e' qualcosa che non va bene e non ti sai spiegare bene cosa c'e' che non va, visto che non c'e' motivo, proprio nessuno, per dover sopportare questa irritante sensazione, proprio ora che lavori e hai ripreso a leggere e ti sei presa le tue belle soddisfazioni con il tuo ex-capo ed esci di casa soddisfatta e contenta, lasci i ragazzi a scuola sorridente e saluti persino il cassiere del bar che ti guarda con occhi un po' troppo penetranti oltre la scollatura del seno.
Se proprio hai difficolta a mettere a fuoco, ti posso aiutare: avevi 8 anni e la tua amichetta con quell'aria misteriosa da complotto che hanno le bambine quando esplorano il mondo, ti dice di nascosto di arrampicarti sul palo che c'e' per strada quello del segnale stradale a forma di asta, come le aste che ti facevano fare in prima elementare; e tu curiosa e un po' scettica, ma piu' curiosa che scettica ti sei arrampicata e l'amichetta si raccomndava di stringere bene il palo e te lo diceva ridendo con un'aria strana e misteriosa. E tu t isei arrampicata un po' indispettita e hai sentito come una specie di calore e poi hai pensato che il palo si mettesse a tremare e ti sei attacata ancora piu' forte come se avessi paura di cadere nel vuoto e cosi' sei rimasta per un tempo che ti e' sembrato eterno, come le ore di scuola che non finivano mai. E dopo sei corsa via spaventata e ti sei buttata sull'erba del prato e ti sentivi stanca e svuotata e non sentivi la voce di tuo fratello che ti chiamava. E ti sentivi in colpa, come tutti i bambini quando fanno i monelli, ma poi tutto svaniva, Sofia vieni a giocare, gridava indispettito tuo fratello e tornavi a giocare.

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