lunedì 12 ottobre 2009

L'uomo sentimentale


Quando morirai io ti piangerò per davvero. Io mi avvicinerò al tuo volto trasfigurato per baciarti con disperazione le labbra in un ultimo sforzo, pieno di presunzione e di fede, per restituirti al mondo che ti avrà bandita da sè. Io mi sentirò ferito nella mia stessa vita, e considererò la mia storia divisa in due da quel tuo momento definitivo. Io chiuderò i tuoi restii e sorpresi occhi con mano amica, e veglierò il tuo cadavere sbiancato e mutante per tutta la notte el'inutile aurora che non ti avrà conosciuta. Io toglierò il tuo cuscino, io le tue lenzuola inumidite. Io, incapace di concepire l'esistenza senza la tua presenza d'ogni giorno, vorrò seguire senza rinvii i tuoi passi contemplandoti esanime. Io andrò a visitare la tua tomba, e ti parlerò senza testimoni nella parte più alta del cimitero dopo aver percorso la salita e dopo averti guardato con amore con amore e fatica attraverso la pietra incisa. Io vedrò anticipata nella tua la mia stessa morte, io vedrò il mio ritratto e allora, riconoscendomi nelle tue fattezze rigide, cesserò di credere nell'autenticità della tua fine perchè questa dia corpo everosimiglianza alla mia. Perchè nessuno è in grado di immaginare la propria morte.

Javier Marias - l'uomo sentimentale



questo testo suona nella mia mente come se fossero dei versi:

Quando morirai io ti piangerò per davvero.
Io mi avvicinerò al tuo volto trasfigurato
per baciarti con disperazione le labbra
in un ultimo sforzo,
pieno di presunzione e di fede,
per restituirti al mondo
che ti avrà bandita da sè.

Io mi sentirò ferito
nella mia stessa vita,
e considererò la mia storia divisa in due
da quel tuo momento definitivo.

Io chiuderò i tuoi restii
e sorpresi occhi con mano amica,
e veglierò il tuo cadavere sbiancato
e mutante
per tutta la notte
el'inutile aurora
che non ti avrà conosciuta.

Io toglierò il tuo cuscino,
io le tue lenzuola inumidite.
Io,
incapace di concepire
l'esistenza senza la tua presenza
d'ogni giorno,
vorrò seguire senza rinvii
i tuoi passi
contemplandoti esanime.

Io andrò a visitare la tua tomba,
e ti parlerò senza testimoni
nella parte più alta del cimitero
dopo aver percorso la salita
e dopo averti guardato
con amore con amore
e fatica
attraverso la pietra incisa.

Io vedrò anticipata nella tua
la mia stessa morte,
io vedrò il mio ritratto e allora,
riconoscendomi nelle tue fattezze rigide,
cesserò di credere
nell'autenticità della tua fine
perchè questa dia corpo everosimiglianza alla mia.

Perchè nessuno è in grado di immaginare la propria morte.

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