giovedì 17 settembre 2009

quando l'ho conosciuto

Trame.....nr. 2


Quando l'ho conosciuto io facevo la segretaria e battevo a macchina le pratiche. Allora già le cose non andavano bene con mio marito. Non avevamo figli non avevamo niente in comune e a letto lasciava molto a desiderare. All'inizio mi davo da fare, anche in cucina. Mi facevo bella, indossavo biancheria erotica, organizzavo cene con gli amici, persino gli proponevo di andare al cinema a vedere qualche film horror, il suo genere preferito. Insomma cercavo di creare l'atmosfera giusta;lo assecondavo in tutto e evitavo i contrasti cercando di eccitarlo con ogni mezzo.

Ma lui niente, si piazzava davanti alla TV ed era sordo ad ogni richiamo. Certe volte ma sempre più di rado, cedeva alle mie insistenze e faceva l'amore, lo faceva di malavoglia con l'uccello che nemmeno gli diventava duro del tutto e non mi dava nemmeno il tempo di scaldarmi che già era finito. Mi voltava la schiena, bacetto e mi dava la buona notte. Così io piangevo tutto il tempo, perchè la nostra vita era sempre più triste e non avevamo niente da dirci, lui davanti alla TV io a letto disperata e triste a ricordare il nostro primo incontro e tutto il tempo che siamo stati fidanzati. Era gentile, premuroso e appassionato; io venivo da una vita un po' dissoluta; avevo un sacco di storie e nessuno degli uomini con cui andavo a letto mi prendeva sul serio. Ma a me in fondo stava bene così. Poi dopo il matrimonio e' cambiato tutto.

Fu lui a presentarsi; "ciao sono Valerio e sono appena arrivato, mi puoi battere questa pratica per favore?" mi disse con tono gentile. "Oh si certo, con piacere!" gli dissi, "se è urgente, te la preparo entro mezzogiorno".
Era proprio un bel ragazzo, muscoloso ed elegante. E soprattutto gentile. a noi della sala copie ci trattavano a pesci in faccia, non ci degnavano di uno sguardo e guai se facevamo un errore. Poi c'erano le ferie e non ci rivedemmo fino a settembre.

un giorno lo incontro prima di entrare al lavoro. Lui si ferma "ciao Isabella, dai monta che ti do un passaggio" mi dice. Allora sono montata sulla moto e mi sono stretta forte e ho appoggiato la testa sulla sua schiena; mi piaceva il suo profumo.
"Ti va se andiamo a pranzo insieme oggi?" mi dice, con l'aria sicura come se già sapeva che non aspettavo altro. Così siamo andati a pranzo e mi racconta un po' di cose, anche lui e' sposato, sua moglie e' dirigente, ha un ruolo di prestigio. "Oh guarda e' già tardi " gli dico, "non ti preoccupare " dice lui "ti copro io" e mi sfiora il braccio con la sua mano forte. Poi passiamo per villa Borghese ma io non sentivo le cose che mi raccontava e non avevo più l'ansia di tornare al lavoro, ne' avevo l'angoscia di tornare a casa dopo il lavoro. Ogni tanto sentivo la sua mano che distrattamente si posava dietro di me tra la schiena e la nuca e sentivo una vampata di calore che mi saliva dalle gambe, come mi succedeva prima di sposarmi.
Poi ci siamo fermati a prendere fiato e mi sono ritrovata appoggiata a un albero con la sua lingua che si insinuava tra le mie labbra. Quel bacio fu lungo lui mi stringeva e sentivo il suo corpo muscoloso addosso a me e sentivo il sangue che gonfiava la mia pelle tutta tesa a ricevere la pressione del suo coso.

Così e' cominciato, poi abbiamo fatto l'amore, andavamo in albergo oppure in macchina, lui era esigente e un po' animale ma a me così piaceva di più
Io ero innamorata pazza lo amavo e non riuscivo a vivere senza di lui e mi poteva fare qualsiasi cosa.

Fu così che lui cominciò ad essere sempre più esigente con me.
Azulines - trame


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