...e allora io non potei fare a meno di domandargli cosa avessero in comune quei paesi con quelle città, e lui disse: tutto, hanno in comune tutto, e io gli dissi che quando fossi diventata biologa avrei avuto il tempo e anche il denaro, perchènon intendevo fare il giro del mondo in autostop o dormendo dove capitava, per vedere quelle città e quei paesi. E lui allora disse: non penso di vederli, penso di viverli, proprio come ho vissuto in Messico. E io gli dissi: e allora fatti tuoi, goditela, vivi lì e muori lì se vuoi, io viaggerò quando avrò i soldi. allora ti mancherà il tempo. Non mi mancherà il tempo, dissi io, al contrario, sarò padrona del mio tempo, farò quel che mi parrà. E lui disse: non sarai più giovane. lo disse quasi sull'orlo del pianto, e vederlo così, così amareggiato, mi fece rabbia e gli gridai: a te che te ne importa di cosa faccio della mia vita, dei miei viaggi, della mia gioventù. E lui allora mi guardò e si lasciò cadere su una sedia, come se all'improvviso si rendesse conto che stava morendo di stanchezza. Mormorò che mi amava, che non mi avrebbe mai dimenticata. Poi si alzò (venti secondi dopo aver parlato, al massimo) e mi diede uno schiaffo sulla guancia. Il suono echeggiò in tutta la casa, eravamo al pianterreno ma io sentii il suono della sua mano (quando già la sua mano non era più sulla mia guancia) salire per le scale ed entrare in ciascuna delle stanze del primo piano, lasciarsi cadere lungo i rampicanti, rotolare come una manciata di biglie di vetro attraverso il giardino...
Roberto Bolaño - , I detective selvaggi sellerio (prima ed. pag 278)
Roberto Bolaño - , I detective selvaggi sellerio (prima ed. pag 278)


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