giovedì 12 novembre 2009

noi donne ci facciamo sempre fregare



Trame.....nr.  9



Non so bene come ad un certo punto cominciammo a parlare del sedere e di come gli uomini ne sono attratti, come gli animali del resto.
- Gli organi genitali li abbiamo stampati in faccia - disse lui.
- come sarebbe ? -
- beh guarda il mio naso per esempio, non ti sembra la forma stilizzata di un pene piu' i testicoli ? per non parlare delle labbra e della cura con cui voi donne vi dipingete...rosso come la carne, tutte le tonalità del rosso che solo lì sotto si possono vedere -
Non disse la parola ma mise delicatamente la mano in mezzo alle mie gambe indugiando sull'ombra sgocciolante, e sorrideva con gli occhi bassi.
Me l'ero immaginato come quei maschi possenti che a letto giocano a fare  i domatori e prendono le redini  e decidono tutto loro  con sicurezza e disinvoltura che non gli sfiora nemmeno un secondo il dubbio che tutto quello che ti dicono e ti fanno non sia la cosa migliore da dire e da fare (ma sono così patetici che noi donne per non infierire, lasciamo loro credere che sono dei fenomeni e stendiamo un pietoso velo , detto in atre parole ci facciamo fregare). Ero partita con l'intenzione di lasciarmi soggiogare dalle sue fantasie, e di lasciarmi guidare ubbidiente. Invece ho capito subito che a comandare sarei stata io. Lui dava l'impressione di essere un po' imbranato e insicuro. Ma poi ho capito che in realtà aspettava solo che fossi io a fare la prima mossa, anzi da me si aspettava che indovinassi i suoi desideri.
I suoi tentativi di prendere il sopravvento nel gioco erotico,  assumento la parte del domatore-padrone "che se fai la biricchina ti castigo e dovrai implorarmi per avere quello che desideri" (ce lo dicevamo sempre nelle nostre fantasie e ogni volta con maggiore audacia e dovizia di particolari) erano talmente goffi da fare tenerezza, ma  poi ho capito che lui aspettava solo dei segnali da me per irrompere con tutta la sua forza. Insomma era un po 'sfuggente, era come se trattenesse il desiderio da qualche parte, e aspettava solo la chiave giusta per scatenerlo con tutta la furia e la violenza di un uragano, che ti travolge ma allo stesso tempo in quei momenti ti avvolge e io mi sentivo invadere e confondevo il dolore con il piacere e gemevo e gli chiedevo di non fermarsi e di dirmi che gli piaceva, e desiderevo in cuor mio che mi dicesse   lecose più sconcie che mi vergogno solo a pensarci. A volte avevo l'impressione di essere anche un po' invadente e me ne vergognavo un po'. Oppure pensavo che lui si limitava a prendersi il suo piacere e un lampo di tristezza mi trapassava la mente.
- E stato in quel momento che ti sei sentita libera - disse lui
- di quale momento stai parlando ? - gli chiesi un po' stupita
- di quello che hai detto prima, di quando, per la prima volta, non hai provato un senso di vergogna e di umiliazione mentre facevi un pompino....oh scusa, volevo dire di prenderlo in b... di succhiare l'organo maschile - disse un po' divertito e un po' imbarazzato
- odio quella parola, mi fanno senso le parolacce - lo rimproverai piu' dolcemente di quanto avrei voluto, accarezzandogli la testa (noi donne ci facciamo sempre fregare ) e continuai compiaciuta:
- e' proprio il caso di dire che in quei momenti siete come dei bambini, schiavi del piacere che solo noi possiamo concedervi -
- si è vero, siamo nelle vostre mani...anzi nella vostra bocca - mi disse e subito dopo comincio' a mordermi ii capezzolo sinistro.

Nei giorni seguenti mi costrinse a giurare che ero stata bene in tutti i sensi. Ricordava l'ombra di delusione e di tristezza del mio volto quando dopo l'amplesso io cercavo le sue carezze e lui era distante, e mi veniva voglia di prenderlo a schiaffi:
- dove sei? dimmelo dove cavolo sei adesso ? gridavo dentro di me, ma le parole non mi uscivano

- Dopo l'amplesso per qualche attimo sento l'angoscia della morte.- mi confessò

come quando da piccolo hai paura che tua madre ti abbia abbandonato, e senti quell'angoscia infinita, ma dura qualche minuto, come un lampo, poi la nebbia svanisce e ti senti appagato e felice.
E' stato bello, mi ripetava, e tu sei bellissima mi diceva.
Azulines - trame





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