Il Ritorno di Lilith
Io sono Lilith la dea delle due notti che torna dall’esilio.
Io sono Lilith la donna destino. Nessun maschio ne è sfuggito, nessun maschio ne
vorrebbe sfuggire.
Io sono Lilith che torna dalla cella dell’oblio bianco, leonessa del signore
e dea delle due
notti. Raccolgo ciò che non può essere raccolto nella mia coppa e lo bevo perchè
sono la
sacerdotessa e il tempio. Consumo tutte le ebbrezze perchè non si creda che io
mi possa
dissetare. Mi faccio l’amore e mi riproduco per creare un popolo del mio lignaggio,
poi
uccido i miei amanti per far posto a quelli che non mi hanno ancora conosciuta.
Dal flauto delle due cosce sale il mio canto
E dalla mia lussuria si aprono i fiumi.
Come non potrebbero esserci maree
Ogni volta che tra le mie labbra verticali brilla un sorriso?
Non sono la ritrosia nè la giumenta facile,
Piuttosto il fremito della prima tentazione.
Non sono la ritrosia nè la giumenta facile,
Piuttosto lo svanimento dell’ultimo rimpianto.
Io sono la leonessa seduttrice e torno per coprire i sottomessi di vergogna
e per regnare
sulla terra. Torno per guarire la costola di Adamo e liberare ogni uomo
dalla sua Eva.
Io sono Lilith
E torno dal mio esilio
Per ereditare la morte della madre che ho generato.
Joumana Haddad
Tradotta da Valentina Colombo
Da “Non ho peccato abbastanza”, Mondadori, 2006
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