
Certi pomeriggi salivano sulla macchina di lui e andavano a tutta velocità verso est, a un belvedere su una montagna da cui si scorgeva Santa teresa in lontananza, le prime luci della città, l'enorme paracadute nero che cadeva lentamente sul deserto. Ogni volta che erano lì, dopo aver contemplato in silenzio il passaggio dal giorno alla notte, Chuco Flores si sbottonava i pantaloni e la prendeva per la nuca e le spingeva la faccia sulla patta. Rosa si infilava il pene fra le labbra, succhiandolo appena, finchè non si induriva, e allora cominciava ad accarezzarlo con la lingua. Quando Chuco Flors stava per venire, se ne accorgeva dalla pressione della mano che le impediva di staccare la testa. Rosa smetteva di muovere la lingua e restava immobile, come se il fatto di avere dentro tutto il pene l'avesse soffocata, finchè non avvertiva la scarica del seme in gola, ma nemmeno a quel punto si muoveva, anche se sentiva i gemiti e le esclamazioni spesso inverosimili che pronunciava il suo amante, a cui piaceva dire parole scurrili e proferire insulti durante l'orgasmo, non contro di leima contro persone indefinite, fantasmi che comparivano solo in quel momento e che non tardavano a sparire nella notte. Poi, con un retrogusto amaro e salato ancora in bocca, Rosa si metteva a fumare....
nell'immagine Iside pratica una fellatio a Osiride

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