Oh, per amor mio, rimprovera la Fortuna,
la dea colpevole delle mie malefatte,
che non procurò alla mia vita nulla di meglio
che volgari mezzi che generano volgari modi.
A ciò si deve il marchio del mio nome,
e per questo la mia natura è assoggettata
a ciò per cui lavora, come la mano del tintore.
Abbi pietà di me, e fa' che io sia rigenerato,
mentre, come un docile paziente, berrò
pozioni di aceto contro la mia grave infezione;
nessuna amarezza riterrò amara
nè doppia pena per correggermi due volte.
Abbi pietà di me, allora caro amico, e ti assicuro
che l atua pietà già basta a guarirmi.
lunedì 24 agosto 2009
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