Se vi capita di passare per Cefalù, sulla strada che da Messina conduce a Palermo fermatevi almeno mezza giornata per visitare questa citta' antica e il museo mandralisca e lasciatevi catturare dal "sorriso di ignoto" detto anche il sorriso dell'ignoto marinaio ( nome che da il titolo a un bellissimo libro di Vincenzo Consolo di cui vengono qui e nel post precedente riportati alcuni brani), quadro di Antonello da Messina (1429 -1479), grande pittore siciliano.
Quel sorriso ti rapisce e da solo, meglio di qualunque trattato, esprime il sentimento della nostalgia, di chi ha molto viaggiato, osservato e conosciuto, di chi si sente ovunque spaesato e ovunque a proprio agio, di chi ha imparato l'indolenza e il disincanto di fronte al dolore, alle gioie, al piacere, all'inganno e al tradimento. Di chi molto potrebbe dire raccontare e svelare sulle vicende di cose e persone ma le guarda con distacco........

Un sorriso ironico, pungente e nello stesso tempo amaro, di uno che molto sa e molto ha visto, sa del presente e intuisce del futuro; di uno che si difende dal dolore della conoscenza e da un moto continuo di pietà.
Quest’uomo a mezzo busto dipinto su un portello di uno stipo, in quella giusta eta' in cui la ragione, uscita salva dal naufragio della giovinezza si eì fatta lama d’acciai, che diverra' sempre piu' lucida e tagliente nell’uso.
(…)Tutta l’espressione di quel volto e' di ragione e d’ironia: equilibrio difficile e precario. Anelito e chimera in quell’isola mia, in Sicilia dov’e' stata da sempre una caduta dopo l’altra, dove il sorriso dell’Ignoto si scompone
e diviene sarcasmo, pianto, urlo… Vincenzo Consolo, il sorriso dell'ignoto marinaio
«A chi somiglia l’ignoto del Museo Mandralisca?
Al mafioso della campagna e a quello dei quartieri alti, al deputato che siede sui banchi della destra e a quello che siede sui banchi della sinistra, al contadino e al principe del foro; somiglia a chi scrive questa nota (ci è stato detto); e certamente assomiglia ad Antonello. E provatevi a stabilire la condizione sociale e la particolare umanità del personaggio. Impossibile. È un nobile o un plebeo? Un notaro o un contadino? Un pittore, un poeta, un sicario? Somiglia, ecco tutto». Leonardo Sciascia, scritti d'arte
"i miei amici credevano che a Cefalu' andassi a trovare una ragazza francese che mi dava tormento. Si trattava invece di un uomo chiuso in una stanza, che mi sorrideva volendosene restare a me ignoto.
... l’enigma di quel sorriso mi condusse, durante il mio percorso creativo, in un labirinto di sorrisi: erano i sorrisi sadici dei carnefici, dei lussuriosi e degli ingordi, i sorrisi dei gaudenti e degli infidi,i sorrisi dell’amarezza e della gioia, che si incarnavano nella folla dei miei personaggi e venivano a popolare la mia opera …
…Qui, nell’isola mia, in Sicilia, il sorriso dell’ignoto di oggi si scompone e diviene “annacamento”, ignavia, limbo, capriccio, ferocia, grasso untuoso che veicola liquami. Allora, se il sole dell’isola nei secoli si è fatto ancora più forte, producendo ombre assassine, resta, ai forti marinai, sostare nella luce accecante e attendere vigili".
Momò Calascibetta
Spiranza (agricantus)
Assammaratu 'i suduri
Menzu auti muntagni
Curri griri
Senza cchiù un fil'i ciatu
E pensi cu sapi quannu
Finisci u scantu
Un jornu un misi
Pi sempri un annu.
Spaddi abbruciati ra raggia
Occhi calati
Nichi ca hannu na vita
China ri scantu
Strati 'ntasati
Chini ri testi vacanti
Rumpi lu scantu rientra ri tia...

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